Nuovi inceneritori: il Wwf alza le barricate contro il governo

08 settembre 2015, Americo Mascarucci
Nuovi inceneritori: il Wwf alza le barricate contro il governo
Domani il governo convocherà le Regioni per discutere in merito alla realizzazione di dodici nuovi inceneritori, provvedimento contenuto nella bozza di Decreto varata ai sensi dell’articolo 35 comma 1 dello Sblocca Italia. 

Le Regioni sono chiamate ad esprimere il proprio parere all’interno della Conferenza Stato-Regioni. Un piano quello del governo che però non piace al WWF che ha subito alzato le barricate. I nuovi inceneritori infatti si andrebbero ad aggiungere ai due già attivi sul territorio nazionale e ai sei già autorizzati. 

"Il ministro dell’Ambiente ritiri il decreto - chiede l'associazione ambientalista - e apra un confronto con il mondo scientifico, le Regioni e le comunità locali". Il WWF ricorda come già oggi l’Italia sia il terzo paese europeo per numero di inceneritori dopo la Francia e la Germania e chiede al governo di "ritirare il decreto legislativo che contiene il piano dei nuovi impianti previsto dall’art. 35 del decreto legge Sblocca Italia e che il 9 settembre, in occasione della Conferenza Stato-Regioni convocata per approvare il decreto, si discuta di come definire piani regionali di gestione del ciclo dei rifiuti, che puntino decisamente in tutta Italia alla loro riduzione, al riuso e al riciclaggio dei materiali, conseguendo e superando al più presto su scala nazionale la soglia del 65% di raccolta differenziata, obiettivo che doveva essere conseguito entro il 2012".

 Il WWF fa notare che in prospettiva l'investimento non ha senso poiché "il trend virtuoso di gestione del ciclo dei rifiuti (e in particolare l’aumento della raccolta differenziata di materiali dall’alto potere calorifico come carta e plastica) renderà a breve non economici i nuovi impianti di incenerimento previsti dal Governo, che entrerebbero in funzione alle soglie del 2020 e dovrebbero restare in esercizio almeno fino al 2050, avendo un tasso di vita – e anche un periodo di ammortamento dell’investimento – di diverse decine di anni". 

Il WWF ricorda che già oggi Paesi europei come Germania, Olanda, Danimarca, Svezia, che hanno puntato in passato sull’incenerimento, pur di rientrare nelle spese di costruzione di queste impianti accettano rifiuti provenienti dall’estero a prezzi stracciati per alimentare impianti industriali che altrimenti non si ripagherebbero. È un gioco perverso che l’Italia non deve alimentare. 

Insomma, una polemica che prontamente ritorna d’attualità ogni volta che si parla di realizzare i termovalorizzatori, che per la verità furono introdotti verso la metà degli anni novanta dall’allora ministro dell’Ambiente, per altro esponente dei Verdi, Edo Ronchi

All’epoca si sosteneva che nel campo dei rifiuti l’esigenza prioritaria fosse quella di superare la discarica che inquinava il suolo e le falde acquifere. Gli inceneritori, o termocombustori, o termovalorizzatori a seconda delle evoluzioni che hanno riguardato il loro ammodernamento, bruciando i rifiuti consentivano di ricavare energia risolvendo due problemi contingenti entrambi legati a ragioni di salvaguardia ambientale; superare lo smaltimento in discarica individuando nel contempo una forma di produzione energetica alternativa ai combustibili fossili. Oggi il Decreto del Governo sembra rilanciare la funzione strategica degli inceneritori, ma c’è da scommettere che non sarà una passeggiata.
caricamento in corso...
caricamento in corso...