Profughi, Veneziani: “Europa schizofrenica. Ecco dove sono le bestie a cui fa riferimento Renzi”

08 settembre 2015, Marco Guerra
Profughi, Veneziani: “Europa schizofrenica. Ecco dove sono le bestie a cui fa riferimento Renzi”
“In questa crisi migratoria ci sono gli imprenditori della paura e quelli dell’accoglienza. Bestie e umani in entrambi gli schieramenti”. Così il giornalista e scrittore Marcello Veneziani, intervistato da IntelligoNews, interviene nel dibattito sull’emergenza immigrazione. Negli eventi di questi giorni l’intellettuale pugliese vede emergere la leadership morale di Papa Francesco e un’Europa senza strategia sull’onda emotiva di sentimenti che oscillano tra l’accoglienza e l’ostilità.

La Germania stanzia 6 miliardi di euro, l’Ungheria conferma il pugno duro, l’Ue prepara un nuovo piano per la ridistribuzione dei profughi e l’Onu lancia l’allarme per il possibile arrivo di ulteriori 4 milioni di profughi. Non le pare, che in questa crisi migratoria, accoglienza e chiusura vadano a giorni alterni senza alcuna prospettiva politica?

“Questa Europa va dove la porta il cuore. Il giorno che un migrante massacra una coppia di anziani coniugi tutti chiedono la chiusura delle frontiere e il massimo della rigidità nei controlli, mentre il giorno che viene pubblicata la foto di un bambino annegato in uno dei tanti viaggi della speranza si invocano la solidarietà e l’accoglienza di tutti gli stati dell’Unione. È un'Europa che ragiona con la pancia e risponde alle situazioni che si presentano di giorno in giorno senza una visione e una strategia a lungo termine. Ora che si è deciso di aprire a questo ultimo flusso di migranti, arrivati attraverso la rotta balcanica, la Germania è lodata e additata come esempio da seguire da quegli stessi ambienti che fino al giorno prima erano i più feroci contestatori della cancelleria tedesca. Ma di fronte alla prossima ondata di cosiddetti profughi – che si presenterà sicuramente nel giro di breve tempo - non mi stupirei se da Berlino verrà dato un altro tipo di risposta”.

La foto del bambino ha spostato i sentimenti dell’opinione pubblica. Sta giocando di più sulla pelle dei migranti chi soffia sul fuoco della paura o chi fa proclami buonisti?

“Accusano Salvini di essere un freddo imprenditore della paura, ma se seguiamo questo ragionamento allora è altrettanto lecito dire che, dall’altra parte, c’è chi ha costruito le sue fortune politiche sul buonismo e la retorica dell’accoglienza e su tutto ciò che ne consegue. E poi le bestie a cui fa riferimento Renzi stanno in tutti gli schieramenti; lasciamo stare quindi la divisione manichea tra buoni e cattivi, tra bestie e umani. Ad ogni modo, certamente, di foto di bambini morti ne sono scattate tante, decidere quali pubblicare in prima pagina è una precisa scelta editoriale”.

In questa cornice si inserisce la Chiesa cattolica, con l’esortazione di Papa Francesco alle parrocchie ad ospitare le famiglie di profughi. Questo può creare sentimenti di ostilità fra gli indigenti italiani?

“La Chiesa ha un approccio universale che non guarda alla nazionalità o all’etnia di chi chiede aiuto. A maggior ragione con questo Papa che viene dal sud del mondo e che non ha mai ragionato con una visione eurocentrica. Tuttavia anche questa propensione a rispondere ad ogni emergenza a prescindere della prossimità spaziale rientra in una certa corrente di pensiero della Chiesa, perché invece c’è un'altra, più evangelica, che ci ha sempre insegnato ad aiutare le persone partendo dal nostro “prossimo”, quindi il nostro fratello, il nostro vicino di casa in difficoltà… Resta il fatto però che se veramente si apriranno le porte di tutte le parrocchie ai profughi sarà un evento eccezionale, quasi senza precedenti”.

In questa crisi non emerge una leadership in grado di guidare l’Europa verso una soluzione?

“La leadership morale è espressa da Papa Francesco, quella politica è totalmente assente. L’Onu è pressoché ininfluente, gli Stati Uniti considerano questa emergenza qualcosa che non li riguarda affatto e l’Europa ha un atteggiamento schizofrenico privo di strategia”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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