Garante della Privacy attacca: App e web non tutelano i minori

08 settembre 2015, Micaela Del Monte
Garante della Privacy attacca: App e web non tutelano i minori
Le app e i siti internet più utilizzati dai bambini italiani non tutelano adeguatamente la privacy dei piccoli utenti. 

Il Garante per la protezione dei dati personali ha infatti pubblicato i risultati dello Sweep Day, un’indagine avviata il 12 maggio per verificare se i principali siti Internet visitati dai bambini e alcune delle più diffuse app per smartphone e tablet rispettano la loro privacy. 

E così non è perché tra i 35 casi analizzati, 21 hanno evidenziato gravi profili di rischio e 8 richiederanno specifiche attività ispettive. 

È emerso quindi un panorama poco confortante, in linea con le criticità riscontrate anche dalle altre Autorità internazionali. I risultati evidenziano una grave disattenzione nei confronti dei più piccoli, poca trasparenza in merito alla raccolta, all’utilizzo dei dati personali e alle autorizzazioni richieste per scaricare le app su smartphone e tablet, presenza di pubblicità e rischi che i bambini vengano reindirizzati verso siti non controllati. 

La gran parte dell'offerta per i minori presa in esame dal Garante mostra di peccare sul fronte dell'identificazione: dati personali vengono raccolti in 30 casi su 35, richiedendo in 25 casi la registrazione con almeno un indirizzo email di riferimento, in 20 casi con il nome. 19 siti o app registrano l'indirizzo IP, 18 l'identificativo unico dell'utente, mentre 13 dei servizi analizzati impone nelle condizioni d'uso di autorizzare l'accesso a foto e video e 11 servizi richiedono l'accesso ai dati di geolocalizzazione. 

A poco sembrano servire condizioni d'uso che limitino l'utilizzo del servizio ad un pubblico di maggiore età: oltre a risultare spesso incomplete, appaiono sovente incomprensibili allo stesso pubblico adulto che dovrebbe saper scegliere se accordare o rifiutare consapevolmente l'accesso a dati di volta in volta utili a fornire o migliorare i servizi stessi oppure a rendersi disponibili ad un tracciamento pervasivo. 

Mentre le soluzioni di autenticazione per limitare l'accesso dei più piccoli sono ancora tutte da definire, poi, sono solo il 31 per cento a livello globale i siti e le app che sanno offrire meccanismi efficaci per limitare la raccolta di dati personali di minori.

“Occorrono siti e app a misura di bambino – ha sottolineato il Presidente Antonello Soro-. I risultati dell’indagine condotta dagli esperti del Garante italiano evidenziano che siamo ancora molto lontani da una corretta tutela dei dati dei minori. È sempre più evidente che quasi tutti i bambini tra gli 8 e i 13 anni usano strumenti tecnologici collegati in rete, ma non sono adeguatamente protetti. Molte società che gestiscono siti e sviluppano app – ha continuato Soro – dimostrano un approccio irresponsabile nei confronti dei minori. Naturalmente, i genitori devono seguire i loro figli in questo percorso di crescita anche tecnologica. Il Garante della privacy continuerà a vigilare e a intervenire contro ogni forma di abuso, sia in Italia, sia all’estero assieme ai colleghi del GPEN”.
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