"Lo stupro alla fine si gode": istigazione a delinquere per mediatore choc

08 settembre 2017 ore 14:50, Americo Mascarucci
E' indagato per istigazione a delinquere il mediatore culturale di 24 anni di origini pakistane autore del post-choc su Facebook riferito agli stipri di Rimini. Dopo essere stato licenziato dalla cooperativa per la quale prestava servizio, l'uomo ora si dovrà difendere anche in tribunale per quel post da molti definito verhognoso, al quale ha tentato di porre inutilmente rimedio. L'iscrizione nel registro degli indagati sarebbe avvenuta in seguito alla denuncia di una donna di Reggio Emilia, la quale avrebbe compilato un modulo predisposto da un’associazione che tutela le vittime di abusi.
'Lo stupro alla fine si gode': istigazione a delinquere per mediatore choc

IL POST CHOC
Su Facebook l'uomo commentando gli stupri di Rimini avrebbe scritto che "per la donna lo stupro sarebbe peggio ma solo all'inizio, poi si calma e gode". Apriti cielo. A parte i commenti violenti sotto il post poi prontamente rimosso e le minacce indirizzate all'indirizzo del 24enne ci si era chiesto da più parti come potesse svolgere il ruolo di mediatore culturale una persona con certe idee per la testa. Il compito del mediatore culturale dovrebbe essere infatti quello di favorire l'integrazione dello straniero nel tessuto culturale del paese ospitante, ma come poteva garantire questa funzione chi per primo arrivava quasi a giustificare lo stupro con commenti di natura chiaramente sessista? 
Va detto che l'ex mediatore culturale dopo aver rimosso il post ne aveva pubblicato un altro scusandosi per quanto scritto: "Io vi chiedo scusa, perdonatemi. La verità è che tutti attaccano gli immigrati". Scuse che però non hanno fermato il clamore mediatico al punto che la cooperativa presso cui l'uomo lavorava si è trovata costretta prima a sospenderlo, poi a licenziarlo.
Adesso il caso è finito anche sul tavolo della Procura. Come finirà la vicenda. L'inchiesta sarà archiviata o l'uomo sarà rinviato a giudizio? L'accusa formulata nei suoi confronti è pesante, istigazione a delinquere, ma ora ovviamente al di là della denuncia e del clamore mediatico più che legittimo che la vicenda ha scatenato, bisognerà capire se a detta dei magistrati l'accusa potrà reggere in un processo. 

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