Domicilio digitale entro il 2017, Pa rintraccia chiunque. Nodo privacy

08 settembre 2017 ore 16:26, Luca Lippi
Arriva il domicilio digitale. Bisogna accelerare il commiato dalle raccomandate provenienti dalla Pubblica Amministrazione e vedere il tutto sostituito da tecnologie più moderne. il digital team di Palazzo Chigi è al lavoro per revisionare il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD) che introdurrebbe il domicilio digitale per tutti i cittadini, salvo eccezioni specifiche, e, tra l'altro, autorizzerebbe le Pa ad utilizzare sistemi tecnologici equivalenti a quelli normati per mantenersi smart e aggiornati.
Lo scopo perseguito è quello di avvicinare l'amministrazione al cittadino tramite le moderne tecnologie consentendo maggiore accessibilità, ampliando l'area della regolamentazione e progettando un "ecosistema normativo sostenibile".
Domicilio digitale entro il 2017, Pa rintraccia chiunque. Nodo privacy
IL DOMICILIO DIGITALE
Il cosiddetto domicilio digitale rappresenta un recapito elettronico (indirizzo email) che il cittadino potrà utilizzare per le comunicazioni con la Pa aventi valore legale, ossia per leggere e prendere cognizione di tutte le comunicazioni ufficiali da questa provenienti. 
Una soluzione che potrebbe sancire l'addio definitivo alle comunicazioni cartacee facendo assurgere le email a valore di certificato. Una realtà per tutti i cittadini, salvo specifiche eccezioni, e non solo per coloro che possiedono una casella di Posta Elettronica Certificata (ossia, attualmente, professionisti, ditte individuali e società).

UN DATABASE PER TUTTI?
Il Digital team è al lavoro anche a una piattaforma denominata Daf (Data and analitics framework) destinata a raccogliere e rielaborare tutti i dati riguardanti i cittadini e a creare servizi innovativi per essi. Questo enorme database di informazioni, tuttavia, presentato in occasione dell'incontro promosso dal Garante della Privacy nel giorno del Privacy Day ("Big data e privacy") ha sollevato dubbi per quanto riguarda la possibilità di una "perdita di democrazia e libertà".

ADDIO ALLA PRIVACY
Si rischia, sostanzialmente, che i cittadini vengano identificati, profilati, rielaborati e venduti a vantaggio delle grandi multinazionali; come ha chiarito il presidente dell'Authority Antonello Soro "Il rischio è quello di consegnare a vantaggio di poche multinazionali digitali non soltanto la supremazia economica, ma il potere di conoscere i fenomeni che possono governare e influenzare il nostro sapere". 

TUTTO DI CORSA
In sostanza, il domicilio digitale viene anticipato senza attendere la piena funzionalità dell'Anagrafe della popolazione residente. In attesa che diventi operativa l'Anagrafe della popolazione residente, il domicilio digitale potrà coincidere con un indirizzo di posta elettronica certificata o con qualsiasi servizio elettronico di recapito conforme alle norme europee che il cittadino vorrà scegliere. Sarà creato l'elenco dei domicili digitali delle persone fisiche e dei soggetti privati in formato aperto e liberamente consultabile. La raccolta dei domicili digitali avverrà attraverso tre canali: portale web dedicato, che permetta la comunicazione del domicilio tramite autenticazione via Spid o Cns; trasferimento nel registro suddetto della Pec presente su Ini-Pec dichiarazione del domicilio nell'ambito di specifiche sezioni dei portali nazionali di servizio dedicati al cittadino (tramite soluzioni di autenticazione federata via Spid o Cns). 

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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