Il Miur dichiara guerra al cyberbullismo, ma la legge è ferma

09 febbraio 2016 ore 17:49, Americo Mascarucci
Il Miur dichiara guerra al cyberbullismo, ma la legge è ferma
Guerra al bullismo, o meglio al cyberbullismo ossia quella pratica che ha finito con l'incentivare una piaga sempre esistita, grazie al supporto della rete che permette di amplificare violenze, minacce e vessazioni ai danni di soggetti adolescenti deboli da parte dei propri coetanei. 
Internet purtroppo ha finito con l'offrire una pericolosa vetrina pubblicitaria per quanti amano mostrarsi "forti con i deboli" nella consapevolezza che soltanto colpendo l'indifeso, il disabile, il ragazzino con problemi psichici, autistico o soltanto più timido degli altri possono sentirsi grandi agli occhi di altri "piccoli", in senso intellettivo ovviamente, come loro.
Il ministro dell'istruzione, Stefania Giannini questa mattina al teatro "Palladium" di Roma ha partecipato al "Safer Internet Day 2016", per presentare la campagna del Ministero contro il cyberbullismo promossa dal Ministero.  Con l'occasione è stato proiettato in anteprima lo spot del Miur con lo slogan: "Fai la tua parte per un web migliore", realizzato con il supporto degli studenti dell'Istituto "Tasso" di Roma. 
Una proposta di legge per punire il bullismo e cyberbullismo è stata presentata il 23 gennaio 2014 in Parlamento. La firmataria è la responsabile Pd al Welfare Micaela Campana. 
L'iter è cominciato in commissione Giustizia a Montecitorio il 29 maggio 2014. In seguito è stata deliberata una indagine conoscitiva che è in corso e ha visto alcune audizioni tra dicembre e gennaio. La proposta di legge è formata da sei articoli ed ha come obiettivo quello del contrasto dei fenomeni del bullismo e del bullismo informatico, prevedendo azioni di carattere preventivo e repressivo.
L’articolo 2 definisce gli atti di bullismo dividendole in cinque categorie: i comportamenti reiterati che si traducono in insulti, offese e derisioni;  le voci diffamatorie e le false accuse; i piccoli furti, le minacce, la violenza privata, le aggressioni; le offese che hanno ad oggetto l'orientamento sessuale, la razza, la lingua, la religione, l'opinione politica, le condizioni personali e sociali della vittima; le lesioni personali volontarie e il danneggiamento di cose altrui. La legge prevede la reclusione da sei mesi a quattro anni per chi provoca un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero ingenera un fondato timore per la propria incolumità. 
Per un minore che abbia arrecato danni a una struttura scolastica, la sanzione prevede che sia chiamato a ripararli. Nei casi di danneggiamento grave i genitori o il tutore, tenuto conto delle condizioni economiche della famiglia, sono tenuti alla riparazione economica del danno in solido con l'istituto scolastico.

Tornando alla campagna del Miur va detto che testimonial del video, che sarà trasmesso sulle reti Rai, Mediaset, MTV e Sky, è Matteo Viviani, uno dei volti noti del programma "Le Iene". La giornata al teatro "Palladium" è stata aperta da una rappresentazione sul tema "Un momento di ordinaria quotidianità in Rete", a cura della compagnia "Teatro in Movimento", nel corso della quale sette ragazzi hanno narrato "i rischi della navigazione in Internet". Tra i protagonisti anche i#SuperErrori del web, i cartoon della campagna nazionale lanciata da "Generazioni Connesse".
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