Che fine ha fatto Emilio Fede e come sta

09 febbraio 2017 ore 23:59, intelligo
di Anna Paratore

In quell’anno, in Italia, assume valore di legge il nuovo Codice Rocco che prevede la pena di morte anche per reati di natura non politica; in Francia Salvador Dalì dipinge nella sua casa di Parigi “Gli orologi molli”, destinato a diventare uno dei suoi dipinti più famosi; l’esercito italiano in Libia conquista l’oasi di Kufra. In Spagna il re abdica e viene proclamata la repubblica, mentre a New York viene inaugurato l’Empire State Building; da Roma Guglielmo Marconi, attraverso i trasmettitori di Coltano invia il segnale radio che illumina a Rio de Janeiro il Cristo Redentore; in Russia la cattedrale di di Cristo Salvatore a Mosca viene distrutta da un ordine di Stalin. Notizie importantissime, da tenere la gente incollata alla radio o, se già esistesse, davanti ai teleschermi della TV, durante telegiornali destinati a passare alla storia. Sarà forse per questo che proprio in quell’anno, il 1931, verrà alla luce colui che sarà uno dei giornalisti italiani più importanti ma anche più discussi del XX° secolo.
Emilio Fede nasca a Barcellona Pozzo di Gotto, popoloso comune della provincia di Messina, proprio nel 1931. Il suo sogno, da sempre, è quello di fare il giornalista anzi, meglio, l’inviato speciale e il fatto che con la famiglia si trasferisca a Roma nell’immediato dopoguerra, lo aiuta. Nella Capitale inizia a collaborare con il Momento – Mattino di Roma. Passa poi alla Gazzetta del Popolo a Torino dove per la prima volta corona il sogno di diventare inviato speciale. Nel 1954 entra in RAI e conduce con Febo Conti ed Enza Sampò – con la quale ha anche una breve storia d’amore - Il Circolo dei Castori. 
Che fine ha fatto Emilio Fede e come sta
Dopo il 1961, quando in Rai diventa effettivo, comincia a lavorare per l’informazione. In quel periodo conosce anche Diana De Feo,
figlia di Italo De Feo allora vicepresidente della RAI, e la sposa. Subito dopo diventa inviato speciale in Africa, dove resterà per lunghi 8 anni, realizzando servizi in oltre 40 paesi diversi, spesso anche in territori flagellati dalla guerra dove non disdegna di rischiare la vita arrivando fino alle prime linee. La sua esperienza termina per una malattia contratta in servizio e anche per un contenzioso relativo alle spese di viaggio.  A questo punto inizia la sua collaborazione con Sergio Zavoli che lancia la prima trasmissione settimanale di notizie e inchieste, TV7. Al riguardo resta famoso un servizio di Fede sugli ormoni usati per la crescita dei bovini che poi arriveranno sulle nostre tavole come carne da consumo, mettendo a serio rischio la salute di tutti. Poi, nel 1976 arriva la conduzione del TG1 che andrà avanti per 5 anni fino al 1981.  In questo periodo, molti furono i momenti topici, come la prima edizione a colori, il 28 febbraio del ’77, per passare alla famosa diretta sulla morte di Alfredo Rampi, il bambino di Vermicino che cadde in un pozzo artesiano da cui poi fu impossibile estrarlo se non dopo morto.   Dopo la fine della conduzione del TG1, Fede collaborerà alla trasmissione di intrattenimento Test, e a Obiettivo Su… a cura di Sandro Baldoni. Arriva poi il 1987, anno in cui Fede termina il suo rapporto con la Rai, non senza un giallo sul suo addio.
L’essere fuori dall’azienda dove ha trascorso oltre 25 anni non è facile per Emilio Fede ma c’è di positivo che in quel periodo nuove emittenti televisive stanno nascendo come funghi, e un giornalista della sua capacità ed esperienza è ambitissimo. Emilio scegli l’offerta di Rete A dove fonda e dirige TGA per quasi 2 anni. Cambia quando nel 1989 gli arriva la sirena del fondatore della Finivest, Silvio Berlusconi, un rampante imprenditore che ha in materia di televisione idee a dir poco grandiose. Fede è da prima il direttore di Videonews, poi di Studio Aperto che ruberà a tutti i TG italiani lo scoop in diretta dell’operazione Desert Storm che darà inizio alla Guerra del Golfo il 17 gennaio del 1991, neanche a farlo apposto lo stesso giorno in cui Studio Aperto fa il suo esordio. Da quel momento, con le sue diretta su Bellini e Cocciolone, i due piloti italiani catturati dagli iracheni, Emilio Fede diventerà sempre di più un beniamino degli italiani.
E per fare fruttare questo successo, eccono nascere anche Cronaca, supplemento d'informazione curato da Fede e rivolto agli appassionati di cronaca e spettacolo di seconda serata, con un'audience attestata intorno al milione e 300 mila spettatori, davvero notevole per l’orario e la rete. 
Nel 1993 gli viene affidato il nascente TG4 su Rete4 che dirige con piglio autoritario e che è molto vicino alle posizione dell’editore, cosa che fa nascere nei confronti del giornalista critiche a non finire da parte di tutti gli avversari politici di Berlusconi.  C’è uno strano vezzo in Italia all’epoca: pare che se sei giornalista di sinistra e plaudi giornalmente ai tuoi riferimenti politici, sei un grande professionista. Di contro, se sei di destra e fai la stessa cosa, il tuo ruolo è quello del lecchino. Per fortuna, Emilio non se la prende più di tanto e  si dedica anche alla trasmissione Le grandi interviste, dove incontra personaggi famosi come Clara Agnelli Nuvoletti, Massimo D'Alema, Umberto Bossi, Simona Ventura, Rosa Bossi Berlusconi, Pippo Baudo.  In seguito, curerà Sipario, altro rotocalco, stavolta più  di gossip che di approfondimento, il tutto mentre si aggiudica  un altro scoop:  la diretta del TG4 a Nassiriya subito dopo il gravissimo attentato subito dai soldati italiani.
Per anni Emilio Fede viene considerata uno dei migliori amici e alleati di Silvio Berlusconi, e il loro rapporto sembra inossidabile, anche quando Fede viene coinvolto in alcune beghe legali del Cavaliere.  Invece, a sorpresa, il 28 marzo 2012 Emilio Fede viene sollevato dalla direzione del TG4, sostituito da Giovanni Toti che, all’epoca è direttore di Studio Aperto. Da quel momento, Emilio Fede conduce una trasmissione di attualità su Vero Capri, intitolata Attualità con Fede, per poi condurre negli anni 2013/2014 il quotidiano “La Discussione”. E’ in questo periodo che in seguito ad alcuni malesseri gli viene diagnosticato un tumore al pancreas che gli lascerebbe sei mesi di vita. In realtà, si scoprirà di li a poco che si è fortunatamente trattato di un errore dovuto a uno scambio di analisi. 
Sebbene il carattere frenetico di Emilio Fede non lo lasci nemmeno supporre,  una volta arrivato alla pensione, la vita dell’ormai anziano giornalista, si complica. E’ proprio lui a spiegare come e perché in un’intervista alla Zanzara su Radio 24: “Ho una pensione da 8mila euro al mese, dopo tanti anni di lavoro. Ma non mi basta. Devo pagare la rata della macchina in leasing, l'autista, la badante e l'affitto di casa. E le bollette. Una volta non pagavo nulla", ammette, riferendosi ai tempi in Mediaset, dove tutto gli veniva rimborsato. "Non sono tanti soldi, dunque, c'è anche la benzina, la cameriera ad ore, le bollette dei telefonini. Alla fine del mese non mi avanza niente".  Dunque quella dell’ex importante direttore di TG4, si sta rivelando una vecchiaia difficile e lui, Emilio,che di peli sulla lingua non ne ha mai avuti, non lascia cadere l’occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Perciò, sempre nella stessa intervista, continua: “A chi ha da ridire qualcosa in proposito, rispondo che vadano affanculo e a pulire i cessi: […] In banca sono rimasti 12mila euro, il resto è sotto sequestro”, continua. “Per tre udienze in tribunale mi hanno portato via 400mila euro, lei è stata condannata a restituirmi i soldi ma finora non lo ha fatto". E come se tutto ciò non bastasse, sempre a seguito delle disavventure legali in cui è stato coinvolto con Berlusconi e l’agente dei divi Mora, Fede sostiene anche di ricever continuamente orribili messaggi. 
A noi non resta che fare a Emilio Fede gli auguri per una pronta ripresa con il consiglio di mettere una pietra sopra sul passato: pensarci sempre può solo logorarlo.

AGGIORNAMENTO: 

6 ottobre 2017: Emilio Fede ai microfoni di Radio Cusano Campus parla dopo la diagnosi di cancro avuta nel 2014, poi rivelatasi errata, che ora starebbe davvero male. "Questa notte ho scritto delle cose – ha detto durante l’intervista a Radio Cusano Campus – Tra queste, una lettera a Silvio Berlusconi e poi ho scritto il mio testamento. Stanotte alle ore tre ho deciso che dovevo mettere nero su bianco alcune cose importanti. Sento che la fine è vicina anche se ovviamente non la desidero né la aspetto. A Berlusconi ho scritto che non ci vediamo da troppo tempo e che dopo 25 anni che abbiamo passato insieme con grande affetto ritengo che io e lui ci si debba trovare di nuovo in una passeggiata ad Arcore, nel massimo della serenità, per ricordarci di quanto cantavamo ‘e Forza Italia e siamo tantissimi’.
autore / intelligo
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