Un fotomontaggio fake da 100mila euro, J-Ax e Fedez contro il locale

09 febbraio 2017 ore 16:13, Luca Lippi
Anche Fedez e J-Ax. vittime della trappola delle fake-news. I due sarebbero stati arrestati per possesso di sostanze stupefacenti, ma ovviamente è una notizia falsa, apparsa su un sito e divenuta velocemente virale. Ma non ha spazzato via i clamori della lite con Marracash e Guè Pequeno consumata su Facebook. 
Infatti non finisce qui, a seguito della lite fra i quattro rapper, i proprietari di un locale di Milano in zona Bicocca, hanno diffuso un’immagine presa dal Web, un fotomontaggio confezionato sulla lite di cui sopra, "Fedez e J-Ax ci hanno fatto scrivere dal loro legale chiedendoci 100mila euro, 50mila euro a testa. Volete sapere perché? Per aver scherzato sui loro litigi con Marracash e Guè Pequeno pubblicando una foto dal contenuto palesemente ironico presa dal web. A noi pare una follia".
Insomma, pare che non ci sia proprio pace per le due star del momento.
Il sito che ha prodotto la notizia falsa non ha risparmiato particolari (ovviamente falsi), lasciando intendere che i due rapper si sarebbero trovati in via Montenapoleone, a Milano e sarebbero stati notati dai carabinieri per aver fatto una manovra azzardata. Dopo un tentativo di dileguarsi però lo stop delle forze dell'ordine e la perquisizione. Risultato: 28 grammi di cocaina per un valore di 2mila euro (tutto falso).

Un fotomontaggio fake da 100mila euro, J-Ax e Fedez contro il locale

Stanchi di essere presi di mira, i due artisti hanno deciso di adire le vie legali. In particolare si sono accaniti con i proprietari del bar Milanese che ha pubblicato il fotomontaggio con i volti dei due artisti.

Nel dettaglio
Il fotomontaggio circolato sui social nei giorni dello scontro a distanza con gli altri due rapper e apparso anche sulla pagina del locale milanese, in un post sponsorizzato: Marracash aveva accusato Fedez di essere "l'unico babbo della storia dell'umanità che va alle sfilate di moda con il bodyguard" e da lì ha preso spunto uno scatto in cui il volto di Fedez e quello di J-Ax sono stati sostituiti a quelli dei protagonisti del film Zoolander, che ironizza sul mondo della moda.
Spiega Mario Sio, titolare del locale milanese: "Non siamo stati noi a ideare il fotomontaggio, l'abbiamo solo ripreso dal web, dove ha avuto una grande diffusione, è vero, abbiamo sponsorizzato il post per raggiungere più persone, ma l'intento non era quello di sfruttare l'immagine di Fedez e J-Ax a fini commerciali come si legge nella lettera che ci ha inviato il loro legale. Tra l'altro mi sembra assurdo che una richiesta di risarcimento del genere, di 50mila euro per ognuno dei due cantanti, arrivi a un locale che diffonde spesso la loro musica".
Il titolare del locale ha contattato l'avvocato dei rapper dicendo di non avere intenzione di pagare. Continua nel racconto Mario Sio: "Subito la richiesta si è ridimensionata scendendo a 5mila euro per ciascun cantante. Io mi sono nuovamente rifiutato e ho raccontato la vicenda su Facebook, postando anche stralci della lettera ricevuta. La maggior parte della gente si è schierata a nostro favore e infatti poco dopo ho ricevuto un'altra chiamata dallo studio legale: mi hanno detto che se avessimo rimosso il post, pubblicandone un altro di scuse a Fedez e J-Ax, non avremmo più dovuto pagare nulla. Ma a questo punto non sono disposto a fare passi indietro, credo siano loro a doversi scusare. Anche perché il contenuto delle loro canzoni è agli antipodi rispetto a questo comportamento".
Lo studio legale ha replicato con una lunga nota di cui ha chiesto la pubblicazione integrale. La questione, in sostanza, sta nel post sponsorizzato di Facebook e nella campagna di marketing virale. Ecco la posizione dei rapper:
"Da due giorni a questa parte sul web girano articoli e post riguardanti una richiesta risarcitoria avanzata dai nostri artisti, Fedez e J-Ax, nei confronti di un bar milanese. Ovviamente, sia la versione fornita dai titolari dell'attività commerciale, sia i contenuti degli articoli e i post pubblicati omettono di rilevare cosa sia effettivamente accaduto. In data 18.01.17, il bar (di cui ci si guarda bene dal specificare il nome, al fine di non procurargli ulteriore pubblicità) ha pubblicato un post sponsorizzato su Facebook ritraente le immagini degli artisti: per 'i non addetti', il post sponsorizzato altro non è che un servizio a pagamento che permette, a chi lo utilizza, di aumentare, oltre al normale, la diffusione di un post per ricevere un guadagno in immagine. Sostanzialmente, il bar, in questo modo, ha utilizzato l'immagine di Fedez e J-Ax per iniziare una campagna marketing virale. Ora siamo costretti a leggere di come 'J-Ax e Fedez starebbero limitando la libertà di satira'. J-Ax e Fedez non hanno alcun problema con la satira, è una delle loro armi retoriche e artistiche preferite e il problema sta proprio in questo. La satira, per essere considerata tale, deve rappresentare una sinergia fra l'espressione ironica e l'arguzia intellettuale di una persona. La satira è il punto di vista personale di un individuo, non il foglio Excel del social media manager di un ufficio marketing. Centinaia di persone, ogni giorno, prendono in giro J-Ax e Fedez con battute e satira. Spesso anche con insulti volgari e minacce personali. Nessuno è mai stato diffidato o querelato, le critiche vengono sempre accettate, chi sfrutta il lavoro, l'immagine e il vissuto altrui per aumentare i profitti del proprio business commerciale giocando sul cyberbullismo no.
Come a tutti noto, l'immagine di chiunque è tutelata dall'ordinamento e dalla Costituzione e nessuno la può sfruttare economicamente senza autorizzazione: siamo convinti che se un bar concorrente avesse utilizzato il logo del bar diffidato in modo negativo su banner e manifesti i titolari sarebbero andati diretti dall'avvocato per difendersi. Non vogliamo entrare in dibattiti giuridici (non è questa la sede), né alimentare la polemica che garantirebbe ancor più pubblicità al bar della pagina sponsorizzata da Facebook: siamo noi a rimanere allibiti per come testate giornalistiche che dovrebbero occuparsi di notizie di più rilevante importanza, prestino il fianco a queste chiacchiere da bar".

autore / Luca Lippi
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