Mussolini "esegue gli ordini", e Meloni sempre più "spolpata"

09 giugno 2016 ore 23:16, Luca Lippi
Che nel “centrodestra” esista una gran confusione, o semplicemente un moderato disordine è un dato di fatto inconfutabile, che poi Berlusconi abbia sacrificato Roma per il mantenimento della leadership, sembrerebbe altrettanto evidente, che a tutte queste conclusioni Berlusconi si sia “smarcato” pianificando un ricovero di controllo proprio nelle immediate ore che hanno seguito il catastrofico risultato di Forza Italia a Roma, accentua le sensazioni.
Di contro, però, il rischio che la strategia dell’ex cavaliere stia provocando il crollo del pollaio è piuttosto latente, e questo emerge nella querelle che coinvolge le seconde linee del partito forzista a Roma che orfani della guida perdono il mai noto aplomb nei confronti dell’opportunità di scegliere se parlare o gestire il silenzio.

Mussolini 'esegue gli ordini', e Meloni sempre più 'spolpata'

La tensione sul dopo voto alle comunali proprio di Roma divampa per opera dell’eurodeputata capolista di Forza Italia nella capitale (Alessandra Mussolini) che in una intervista al Messaggero fornisce la sua lettura del responso delle urne. Il flop della lista non viene negato ma la Mussolini mette in chiaro quale sia stato il compito affidatole da Silvio Berlusconi: “impedire a Giorgia Meloni di arrivare al ballottaggi. Una missione condivisa con Francesco Storace”.
Sembrerebbe, a detta della Mussolini, che avrebbe ricevuto una telefonata da Silvio Berlusconi in piena notte (sarebbe stato più preciso dire alle prime luci dell’alba giacché alle 5 del mattino di lunedì la Meloni era ancora al ballottaggio) nella quale Berlusconi avrebbe direttamente comunicato alla Mussolini le parole così come dalla stessa eurodeputata riportate: “brava Ale, tu ti sei sacrificata per fermare la Meloni e la Meloni è finita male”.
Ovviamente Lega e Fratelli d’Italia, come biasimarli, prima di rispondere direttamente alla Mussolini si sono immediatamente occupati per chiedere delucidazioni e smentite direttamente a Berlusconi
La prima dichiarazione è da parte della diretta interessata Giorgia Meloni che tuona: “Alessandra Mussolini, che non è mai stata famosa per la sua astuzia, lo dichiara apertamente mettendo a nudo tutto lo squallore dell’operazione messa in campo a Roma - domanda ai vertici azzurri, a partire proprio dal leader di Fi - reputeranno di dover smentire le parole della loro capolista a Roma...”.
Meno “diplomatico” Fabio Rampelli che dopo l’uscita della Mussolini considera “bruciata” non solo la possibilità di rimettere in piedi la coalizione ma anche l’ipotesi che l’ex capo del governo ne sia il federatore. Ma da questa affermazione emerge una perplessità; se non ci fosse stata l’uscita della Mussolini ancora c’era spazio per una conciliazione? Inaccettabile!
A traino anche Matteo Salvini che seppure dichiarato sconfitto dalla consultazione, fa spallucce al fatto che l’avversario politico non gli riconosca il progresso dopo avere preso in mano un partito ridotto al 4% da Bossi e natanti eredi. Salvini dice: “O Berlusconi e Forza Italia smentiscono la delirante intervista della Mussolini oppure Roma e la Lega sapranno come rispondere”, e anche in questo caso si intravede la possibilità che se la Mussolini non avesse parlato, ancora c’era una luce per pianificare una distensione per un reciproco afflato di intenti.
Intanto Berlusconi dal San Raffaele non fa arrivare alcuna dichiarazione, e mandando avanti le seconde linee (tutto quello che non è egli stesso sono seconde linee) fa sapere che non è il caso di “dover commentare delle battute scambiate per dichiarazioni”, ma sono solo voci e non si capisce bene di chi.
Più ufficiale la dichiarazione di Debora Bergamini (portavoce di Berlusconi) che dichiara ufficialmente: “Forza Italia si presenta alle elezioni per vincere e non per ostacolare gli alleati”, ma di quali alleati parla?

autore / Luca Lippi
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