Par condicio nell’edicola di Fiorello. Dopo la Raggi “scolaretta”, Giachetti “lo sconosciuto”

09 giugno 2016 ore 19:55, Andrea Barcariol
Al popolo del web l’imitazione di Virginia Raggi in versione scolaretta diligente, “Posso dire una poesia?”, era piaciuta molto. Allora Fiorello, durante la penultima puntata di Edicola Fiore, ci ha riprovato, questa volta però chiamando in causa l’altro candidato sindaco di Roma Roberto Giachetti che sfiderà la grillina nel ballottaggio del 19 giugno. "Non è giusto, voi parlate sempre della Raggi - lamenta Fiorello-Giachetti - ma de me non parla nessuno, ma perché, non sanno manco come mi chiamo. C'è chi mi chiama Giacchetta, c'è chi mi chiama Giacchettì, addirittura qualcuno m'ha chiamato anche Giletti. Dai imitatemi, ho chiesto tutti, a Lillo e Greg, niente, ho chiesto a Max Giusti, ho chiesto a Crozza, ho chiesto anche a Pablo e Pedro, ho chiesto a tutti quelli di Made in Sud, niente da fare. Ma cosa devo fare per essere 'perculato', il bunga bunga?".

Par condicio nell’edicola di Fiorello. Dopo la Raggi “scolaretta”, Giachetti “lo sconosciuto”
La trasmissione sta raccogliendo un grande successo e Fiorello, in coppia con il giornalista di Sky Sport Stefano Meloccaro, come sempre è irresistibile. "Mi fa piacere perché siamo partiti in sordina, nasce tutto col passaparola", dice Fiorello, "il segreto non c'è, ci divertiamo e la gente ci segue, anche senza vederci. Tanti mi dicono: "Sai, la mattina accendo la tv mentre mi preparo e intanto ti ascolto, sento le notizie, mi faccio due risate. Poi quando c'è più casino sbircio la tv per vedere cosa succede. Questo mi ha fatto venire in mente che Edicola Fiore quando in autunno ripartirà - perché questa settimana finiamo - potrebbe andare anche in radio".
Rassegna stampa in chiave comica, personaggi indovinati e interviste divertenti ai vip, da “Genny” e “Ciro” di Gomorra a I Negramaro e Alessandra Amoroso, hanno conquistato non solo il pubblico. Edicola Fiore, infatti, ha ricevuto il premio "È Giornalismo", fondato da Enzo Biagi, Indro Montanelli e Giorgio Bocca ma qualcuno ha storto il naso: "Hanno detto che i padri fondatori si sono rivoltati nella tomba, ma ho contato le volte in cui è stato detto e vi comunico che adesso sono nella posizione normale".

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