Nogarin a Livorno barcolla ma non molla: a salvarlo il regolamento a 5 Stelle

09 maggio 2016 ore 10:40, Americo Mascarucci
Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin sabato ha ricevuto un avviso di garanzia, arrivato a pochi giorni da quelli notificati all'assessore Gianni Lemmetti (M5S) e all'ex sindaco Alessandro Cosimi (Pd). 
"Sono fermamente certo di aver sempre agito per il bene dell'azienda e dei livornesi ma se già durante le indagini preliminari dovesse emergere una condotta contraria ai principi del M5S sono pronto a dimettermi" ha dichiarato il primo cittadino livornese.
Una disponibilità a lasciare che sarebbe stata rispedita al mittente dallo stesse Beppe Grillo in una telefonata con il primo sindaco di Livorno non di sinistra del dopoguerra:
 "Ti sosteniamo, siamo con te. Tieni duro, non ti lasciamo solo", sarebbe stato il contenuto del messaggio di Grillo. Ma l’ex comico la stessa solidarietà e lo stesso invito a resistere lo aveva rivolto anche al sindaco di Quarto salvo poi fare dietrofront invitandola formalmente alle dimissioni. 
La vicenda riguarda l’Aamps, la società di raccolta dei rifiuti partecipata al cento per cento dal Comune di Livorno, gravata da 40 milioni di debiti e avviata sulla strada del concordato preventivo come voluto dal sindaco. L’inchiesta della Procura, che finora vede indagate 11 persone, riguarda gli anni dal 2012 al 2016, con ipotesi di reato diverse. L’Aamps ha chiuso il bilancio 2014 con un rosso di 21 milioni di euro, in gran parte incassi della tariffa sui rifiuti mai riscossi: crediti inesigibili che il Comune ha messo a bilancio, spalmandoli sulle bollette dei cittadini e abbattendo il rosso a 11 milioni. 
Nogarin, poi, non avendo il Comune i soldi per ripianare i conti dell’azienda, ha deciso di portare la società in concordato preventivo. 
"Io sono sereno, sono io che ho portato i libri in tribunale, sono gli altri che non devono essere sereni»" ha detto il sindaco. 

Tuttavia a salvare il sindaco dalle dimissioni ci sarebbe una postilla del regolamento del Movimento in cui è specificato che in caso di avviso di garanzia le dimissioni dovranno essere immediate nel momento in cui dovessero essere provate condotte "contrarie al M5S o alla legge”. E al momento nel caso di Nogarin è "tutto da provare" anche se c'è chi fa notare che l'interpretazione di questa postilla potrebbe essere facilmente applicata a seconda delle situazioni visto che alla fine dice "tutto e il contrario di tutto".
Nogarin a Livorno barcolla ma non molla: a salvarlo il regolamento a 5 Stelle
Ad aggravare il tutto però ci sono le elezioni amministrative dove il Movimento 5Stelle punta grosso soprattutto su Roma dove la candidata Virginia Raggi secondo i sondasggi potrebbe conquistare il Campidoglio. Negli ultimi giorni i 5Stelle hanno cavalcato le inchieste riguardanti esponenti del Pd, su tutti il sindaco di Lodi, sventolando la questione morale come un vessillo. Ora l’inchiesta su Nogarin potrebbe complicare tutto e non è quindi da escludere che al sindaco penta stellato, per altro sconfessato anche da una parte della sua maggioranza, possa toccare il sacrificio di farsi da parte e dimostrare che i grillini non sono attaccati alla poltrona ma pongono la questione morale avanti a tutto.
Sarà poi davvero disponibile Nogarin a fare un passo indietro, a recitare il ruolo dell’agnello sacrificale?

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