Una dose di marijuana al giorno aiuta il cervello. Ma non dei giovani

09 maggio 2017 ore 16:21, Andrea De Angelis
Fermi tutti, non sarà questa ricerca a favorirne la legalizzazione. O forse sì? Di certo la questione non è ideologica, ma scientifica. Perché quando si parla di droghe, anche leggere (e c'è chi non accetta questo aggettivo) è bene usare molta prudenza. Di certo l'esperimento condotto in Germania farà discutere e anche battere i pugni sul tavolo a coloro i quali vanno ripetendo che la marijuana, assunta in piccole dosi, non fa poi così male. Anzi. Altri, invece, sottolineano come la stessa sia pericolosa. Qui però in ballo c'è il cervello e la sua giovinezza. Attenzione poi: se siete giovani meglio lasciar perdere, a ringiovanire (o ad invecchiare più tardi) sarà solo quello degli adulti. Le dosi, si intende, devono essere però calibrate: guai ad eccedere. 

Una dose di marijuana al giorno aiuta il cervello. Ma non dei giovani
RINGIOVANIRE CON LA MARIJUANA?
Una dose al giorno. Quasi fosse la mela che leva il medico di torno. Questo si legge oggi su diversi quotidiani online di diverse nazioni. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta. Gli studiosi hanno condotto test sui topi e hanno osservato che quelli che assumevano regolarmente una ristretta dose di delta-9-tetraidrocannabinolo (detto comunemente THC), uno dei maggiori principi attivi della cannabis, ne traevano dei benefici per la memoria e per le abilità cognitive. Diverso il discorso per i più giovani, per i quali è stato dimostrato quanto un uso prolungato e regolare della cannabis in dosi elevate possa danneggiare la memoria. Quello che insomma già si sapeva da tempo (e che non va mai dimenticato). 

COSA SPERANO GLI SCIENZIATI
Secondo il team tedesco, la droga stimola il sistema endocannabinoide, un complesso sistema endogeno di comunica­zione tra cellule, che diventa sempre meno attivo nei topi, in altri animali e negli esseri umani con l'aumentare dell'età. Attraverso l'utilizzo moderato della suddetta sostanza, invece, l'attività aumenterebbe. Da qui il beneficio che per certi versi potrebbe rivelarsi clamoroso. "I risultati rivelano un miglioramento profondo e durevole delle abilità cognitive dovuto all'assunzione di ristrette dosi di THC negli animali più maturi", hanno scritto gli scienziati tedeschi. 

GLI ALTRI USI TERAPEUTICI
Al di là delle accese discussioni e controversie sociali e politiche sull'uso della canapa come stupefacente e dei risultati dell'esperimento dell'Università di Bonn, va considerato che essa è stata per migliaia di anni un'importante pianta medicinale, fino all'arrivo del proibizionismo. Ancora oggi in diversi paesi sono in vendita farmaci a base di THC, di altri fitocannabinoidi o di cannabinoidi sintetici. Questi i potenziali campi di utilizzo terapeutico dei derivati della cannabis: nausea e vomito in chemioterapia,
stimolazione appetito nell'AIDS, sclerosi multipla, terapia del dolore, artrite reumatoide, malattie infiammatorie croniche intestinali (malattia di Crohn, colite ulcerosa), glaucoma ed epilessia. 

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