Poletti vuole l'alternanza scuola-lavoro: "Subito 300 tutor" ma è l'inizio

09 maggio 2017 ore 17:07, Luca Lippi
Riguardo l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti ha detto:La collaborazione con il Miur e' molto positiva, importante, c'e' una cabina di regia che tiene insieme le relazioni. Sull'alternanza scuola-lavoro c'e' un investimento importante. Il Miur ha messo a disposizione una quantità di risorse necessarie al sistema scolastico, noi qualcosa di analogo sul lato dell'impresa”.
Più in generale, a margine di un convegno sul lavoro promosso a Firenze dalla Regione Toscana il ministro del Welfare ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di servizi efficaci" perché le politiche attive del lavoro "hanno bisogno di essere realizzate attraverso una rete di servizi, abbiamo bisogno quindi che il territorio sia pienamente coinvolto”. “Abbiamo come obiettivo integrare le politiche, quindi tenere sempre più collegate la scuola, la formazione, le competenze, l'accompagnamento al lavoro, i problemi delle politiche sociali. Siccome tutte queste cose sono una la causa dell'altra e sono collegate, abbiamo bisogno di far crescere i nostri servizi con questa idea”.
Poletti vuole l'alternanza scuola-lavoro: 'Subito 300 tutor' ma è l'inizio
Con lo scopo di mettere in relazione scuole e aziende, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ha detto: “A settembre partiremo con 300 tutor” ricordando che questo progetto prevede un tutor ogni 5 scuole superiori e che l’obiettivo è arrivare a “mille tutor”. Lo scopo è quello di facilitare il rapporto fra i giovani e il mondo del lavoro.
Per dare continuità a questo meccanismo, ha ricordato Poletti: "In legge di bilancio c'è una norma che incentiva le imprese ad assumere i giovani che hanno fatto esperienza di alternanza scuola-lavoro. E' un incentivo all'assunzione già previsto e già in vigore". 
L’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, anche nei licei, è una delle innovazioni più significative della legge 107 del 2015 (La Buona Scuola) in linea con il principio della scuola aperta.
Con l’alternanza scuola-lavoro, viene introdotto in maniera universale un metodo didattico e di apprendimento sintonizzato con le esigenze del mondo esterno che chiama in causa anche gli adulti, nel loro ruolo di tutor interni (docenti) e tutor esterni (referenti della realtà ospitante).
Non solo imprese e aziende, ma anche associazioni sportive e di volontariato, enti culturali, istituzioni e ordini professionali possono diventare partner educativi della scuola per sviluppare in sinergia esperienze coerenti alle attitudini e alle passioni di ogni ragazza e di ogni ragazzo.
In questa chiave si spiega il monte ore obbligatorio: 400 ore negli istituti tecnici e professionali e 200 ore nei licei che rappresentano un innovativo format didattico rispetto alle tradizionali attività scolastiche e possono essere svolte anche durante la sospensione delle attività didattiche e/o all’estero.
Lo studente in alternanza non è mai un lavoratore, ma apprende competenze coerenti con il percorso di studi scelto in realtà operative.
Pur nella differenza dei ruoli e delle competenze, le scuole e il mondo del lavoro sono sollecitati ad interagire per una maggiore corresponsabilità educativa e sociale orientata alla valorizzazione delle aspirazioni degli studenti nell’ottica di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
Rispetto al tirocinio o allo stage, l’alternanza scuola lavoro è un percorso più strutturato e sistematico dotato di obbligatorietà, forte impegno organizzativo con un dispiego di esperienze all’interno di un triennio.
L’alternanza è parte integrante della metodologia didattica e del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, mentre il tirocinio è un semplice strumento formativo.
L’alternanza scuola lavoro si distingue anche dall’apprendistato in quanto si configura come progetto formativo e non come rapporto di lavoro. L’apprendistato è un vero e proprio rapporto di lavoro che prevede un contratto, un piano formativo e l’aderenza alla normativa del Jobs Act.

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autore / Luca Lippi
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