Segreti su smartphone: 90% italiani li nasconde a partner e figli, perchè?

09 marzo 2016 ore 13:28, Andrea De Angelis
C'erano una volta i diari, segreti per definizione. Oggi invece i contenuti privati delle nostre vite vengono custoditi soprattutto negli oggetti che maneggiamo maggiormente: i cellulari. Un paradosso, altro che cassetto chiuso a chiave o cassaforte di antica memoria. Un rischio calcolato almeno in parte, visto che il 90% degli italiani sta ben attento dal lasciare incustodito il proprio telefono e oltre tre quarti lo proteggono con dei codici di sblocco (impronte digitali incluse) ben personalizzati. Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio dell'Eurodap, Associazione europea disturbi da Attacchi di panico, che ha voluto indagare sul rapporto che gli italiani hanno ognuno con il proprio cellulare.

Il film "Perfetti sconosciuti" ancora nelle sale italiane gioca proprio su questo. Mettere a nudo il proprio telefono intelligente (traduzione letteraria di smartphone), con il rischio di scoprire che proprio intelligenti non si è nel custodire tanti segreti dentro un unico apparecchio. 
Al sondaggio hanno risposto 1.500 persone. Uomini e donne di età compresa tra 18 e 60 anni. "Il 10% delle persone che hanno partecipato si è detto molto attento a non scrivere mai sul telefonino qualcosa che possa compromettere rapporti con i familiari o con gli amici", afferma come riportato dall'Adnkronos la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente Eurodap. Quanto alla privacy, "i genitori e poi gli amici sono la minaccia più importante per i ragazzi fino a 25 anni - sottolinea l'esperta - mentre le persone dai 25 ai 50 anni, sia uomini sia donne, temono che il loro telefono possa finire nelle mani dei propri compagni o compagne, mogli o mariti. Paura anche per il giudizio dei figli, se leggessero qualcosa di compromettente trovato sul telefonino di mamma e papà. E anche gli over 60 vogliono custodire il proprio telefono e gli eventuali segreti presenti all'interno. Hanno soprattutto paura del giudizio dei figli".

"Il telefonino sta assumendo significati psicologici che vanno oltre l'abuso, la dipendenza, il finto rapporto sociale. Sta divenendo un contenitore attraverso il quale ci possiamo presentare, esprimere, comportarci in un modo completamente diverso da quello che normalmente mostriamo - spiega Vinciguerra - E' per questo che si cambiano spesso le password, per essere sicuri che gli altri non possano accedere al cellulare". Vere e proprie identità segrete, con il rischio di dimenticare la nostra vera identità.

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