Cambiare le lire in euro si può ancora, ecco dove e come

09 novembre 2015 ore 9:49, Luca Lippi
Cambiare le lire in euro si può ancora, ecco dove e come
A seguito della sentenza n. 216 della Corte Costituzionale di cui abbiamo scritto qui si apre una finestra temporanea per effettuare il cambio di lire residue ancora in possesso di alcuni italiani (solo le banconote) per il periodo corrispondente a quanto “eroso” dalla prescrizione anticipata della lira imposta per decreto dal governo Monti (cica tre mesi).

Dove cambiare le lire in euro?  Secondo Elio Lanutti di Adusfeb (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari), basterà recarsi negli sportelli della Banca d’Italia e richiedere il cambio della lira in euro. Secondo alcune stime, il valore delle lire in circolazione sarebbe di circa 1,4 milioni di euro, il tasso di cambio non sarà quello attuale, quindi per ricevere 1 euro bisognerà cambiare 1936,27 lire. È tuttavia doveroso avvertire che la banca d’Italia avrebbe sollevato qualche problema procedurale ancora da mettere a punto, è utile comunque chiedere maggiori chiarimenti direttamente allo sportello Bankitalia, non appena seguirà un comunicato ufficiale da parte di Banca d’Italia sarà nostra cura darne immediatamente notizia.

Per quanto tempo sarà possibile cambiare le lire in euro? La sentenza della Consulta ha dichiarato illegittima la norma che prevedeva la prescrizione anticipata della lira. I fatti risalgono al 2011, quando il Governo guidato da Mario Monti decise di anticipare la prescrizione della lira dal febbraio del 2012 al novembre del 2011. Di conseguenza, gli italiani (presumibilmente dalla data di esecutività della sentenza, quindi il 5 novembre 2015) potranno cambiare le lire in euro, ma solamente per un periodo di tre mesi.

La sentenza: la norma concernente alla prescrizione anticipata della lira ha violato i principi di “tutela dell’affidamento e di ragionevolezza” contenuti nell’articolo 3 della Costituzione; nonostante la norma sia entrata in vigore nove anni e nove mesi dopo rispetto alla cessazione legale della lira, non può essere giustificato il sacrificio di coloro che “confidando nella perdurante pendenza del termine originariamente fissato dalla legge, non avevano ancora esercitato il diritto di conversione in euro delle banconote in lire possedute.”
autore / Luca Lippi
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