Sospetti per aumenti in vista a prof e presidi: occhio al bonus Renzi

09 ottobre 2017 ore 17:09, Luca Lippi
Arriva l'aumento per presidi e docenti. Alla soglia degli otto anni di mancato rinnovo del contratto del personale della scuola, ecco che il governo si è messo al lavoro per inserire nella Legge di Bilancio 2018 qualche novità per la scuola. Di venerdì scorso il comunicato stampa di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal. Il comunicato è stato redatto a seguito delle affermazioni del ministro dell’istruzione Fedeli e del ministro dell’economia Padoan che si sono impegnati per trovare risorse e sbloccare la situazione contrattuale.
Sospetti per aumenti in vista a prof e presidi: occhio al bonus Renzi

IL COMUNICATO
Così come ripreso dal sito orizzonte scuola: “E’ un fatto positivo che cogliamo con attenzione – rendono noto i sindacati scuola di FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal. Peccato che tale riconoscimento venga dalle agenzie di stampa più che dal ministero dell’Economia, e che ad oggi, nessun atto di indirizzo sia stato inviato all’Aran.
Sappiamo bene che le risorse sono per definizione, scarse. Per questo la politica è chiamata a fare scelte e decidere. E’ il suo compito.
Quella che si preannuncia – spiegano i sindacati scuola – è una lunga, intensa, diffusa fase di coinvolgimento di ogni insegnante, di ogni lavoratore della scuola per uscire dall’impasse attuale e portare a un buon contratto.
Se la scuola è centrale, bisogna trovare le risorse. Il personale della scuola conosce stipendi bassi e condizioni di lavoro gravose
Quella che Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal stanno mettendo in atto non è la mobilitazione corporativa di un settore, ma il voler dare al sistema di istruzione nuova considerazione e respiro dopo la legge 107, per restituire dignità al personale che merita.
Parlare bene della scuola italiana è sempre facile, data l’enorme e straordinaria professionalità di dirigenti, docenti, e personale Aata. Resta il divario tra responsabilità, carichi di lavoro, professionalità, retribuzioni tra Italia e Europa. Noi unici rimasti con gli stipendi congelati.
Stiamo percorrendo insieme al personale della scuola una azione seria e diffusa, per una scuola che fino ad oggi ha tenuto stringendo la cinghia. E ora è stanca.
Noi diamo voce a queste persone. E sono tante. Il Governo sappia ascoltare.
La scelta fatta di un confronto aperto va mantenuta, soprattutto ora che si decide dove investire.
Occorre dare risposte convincenti all’emergenza stipendiale che colpisce tutto il personale della scuola".

GLI AUMENTI SECONDO LE PREVISIONI
Al momento, di sicuro ci sarebbero solo gli aumenti peri i dirigenti che in effetti hanno retribuzioni piuttosto basse se messe a confronto con le retribuzioni di altri dirigenti dello stato. Allo stato dell’arte le misure all’esame del Governo sarebbero dedicate ai settemila presidi, che percepiscono mediamente non più di 58mila euro all’anno.
Inoltre, un aumento dello stipendio mensile è previsto anche per i docenti che sono già sul piede di guerra da mesi. L’importo non è stratosferico, ma di certo è un buon punto di partenza almeno per il momento. Potrebbero arrivare 85 euro in più nello stipendio!
In effetti, 85 euro sarebbero pochini rispento alla vacanza contrattuale di quasi 8 anni, inoltre gli insegnanti da quando c’è la ‘buona scuola’ si trovano a dover ricoprire incombenze che li impegnano assai di più di quanto non accadeva solo qualche anno fa. Il sindacato dovrebbe prestare attenzione al fatto che gli 85 euro di aumento non vadano a scalzare il bonus di 80 euro di Renzi. I prof europei, in media, percepiscono 600-700 euro in più al mese, è impensabile un aumento di tale entità, ma giacché ci si dovrà arrivare nel breve termine (stare i Europa significa anche questo) sarebbe opportuno che il governo oltre cominciare a mettere mano al portafogli, cominci anche a rendere nota una tabella di marcia di avvicinamento alle retribuzioni medie della Ue.

LE RISORSE
Allo stato attuale, il ministero dell’Istruzione ha ipotizzato un tesoretto di circa 90 milioni di euro. Non è tanto ma almeno è un inizio e soprattutto un segnale di attenzione nei confronti del personale della scuola e soprattutto si andrebbe a sommare all’aumento da 85 euro in arrivo con il rinnovo del contratto a cui lavora la ministra Marianna Madia. 

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autore / Luca Lippi
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