Migranti, pugno duro della sindaca leghista: "Più tasse a chi accoglie"

29 agosto 2017 ore 12:50, Americo Mascarucci
Niente immigrati anche a costo di rinunciare ai soldi dello Stato. Si chiama Michela Rosetta, è la sindaca leghista di San Germano, paese con più di 1800 abitanti in provincia di Vercelli. Lei è pronta a fare le barricate per bocciare la politica dell'accoglienza diffusa ed è pronta anche al braccio di ferro con i privati che nel suo Comune sono favorevoli ad offrire alla Prefettura i propri alloggi o le proprie strutture per accogliere i migranti.  Lei queste cose le ha dette chiaramente al Prefetto di Vercelli durante un incontro in Prefettura con i sindaci del comprensorio ai quali è stato chiesto di favorire la politica dell'accoglienza diffusa.
Migranti, pugno duro della sindaca leghista: 'Più tasse a chi accoglie'

NO AI PROFUGHI

Con una delibera del 9 agosto la giunta leghista capitanata dalla Rosetta ha detto no "alla collocazione ad imperio di profughi/clandestini ledendo i principi di autonomia e rappresentatività diretta dei cittadini, in seno alle istituzioni locali". Il sindaco ha spiegato: "Io non sono come gli altri sindaci, che per chiudere il bilancio aprono uno Sprar. Penso che sia concettualmente sbagliato fare business sulla pelle di queste persone. Io non accolgo clandestini, e li chiamo così finché non viene riconosciuto il loro status. E non ho intenzione di diventare il tutore di minori che non conosco, io tutelo i miei italiani, perché non mi interessano i soldi aggiuntivi che potrei ricevere dal Governo". 
Il primo cittadino donna di San Germano ne ha anche per i privati che nel suo Comune dovessero rendersi disponibili ad accogliere migranti: ''Prima di tutto - spiega - ci devono comunicare di voler aderire al bando e lo devono fare almeno 15 giorni prima. Anche perché se i proprietari di immobili affittano, ma non lo segnalano rischiano salate sanzioni. Poi valuteremo come muoverci''. 

LE RAGIONI DEL SINDACO

Michela Rosetta spiega perché è contraria ad accogliere. "La Comunita` sangermanese - dice - ha pagato a caro prezzo la politica scellerata di un’amministrazione di sinistra, che ha portato ad una crisi economica ed a un disagio sociale che con difficolta` l’amministrazione attuale sta risolvendo. Tale situazione era talmente degenerata da far si` che San Germano Vercellese era conosciuto a livello nazionale come il paese degli extracomunitari. Il patrimonio immobiliare di centinaia di sangermanesi, che con privazione e parsimonia, avevano costruito loro stessi o ereditato dai loro avi, aveva perso di valore economico. Tale scelta politica inoltre ha generato un forte debito per la comunita` dovuto da una parte al mancato introito della tassa sui rifiuti e dall’altro alla mancata riscossione per la maggior parte degli affitti di proprieta` comunali; essa ha inoltre generato la perdita nell’ottobre 2014 di 2 alloggi, derivanti da un lascito di benefattore, a causa di incendio per improprio utilizzo di una bombola gas da parte del locatore extracomunitario, peraltro gravato da ordinanza di decadenza". Da qui quindi la decisione di sbarrare le porte del Comune ai migranti. Una linea dura che sembra non accettare deroghe. 

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