Lite per sala operatoria, neonata nacque morta: Asl risarcisce 440mila euro

04 settembre 2017 ore 15:32, Micaela Del Monte
Un errore umano, una lite tra medici e la piccola era nata morta. Era accaduto a Corato, in provincia di Bari dove il 30 aprile dello scorso anno Marta Brandi alla quarantunesima settimana di gravidanza, venne ricoverata all’ospedale Di Venere per quello che avrebbe dovuto essere un parto naturale e normale. Le cose però andarono molto diversamente e ora la Asl dovrà risarcire i genitori con 440mila euro.
 
Lite per sala operatoria, neonata nacque morta: Asl risarcisce 440mila euro
COSA ACCADDE
La sera prima del parto la donna entrò in travaglio e la mattina dopo, a causa di una lieve sofferenza fetale seguita alla somministrazione dell’ossitocina (usata per stimolare il parto), la donna venne trasportata nel blocco operatorio per essere sottoposta ad un cesareo d’urgenza. A questo punto, però, ci fu un problema, come ricorda la Gazzetta del Mezzogiorno:

La sala utilizzata dall’Ostetricia era impegnata per due cesarei programmati, quindi fu necessario ripiegare sull’altra sala operatoria, quella della Chirurgia generale. E qui scoppiò il caso: il primario di chirurgia sostenne che sta per arrivare un paziente con un’appendicite. A chi dare la precedenza? L’unico anestesista disponibile suggerì di procedere con il cesareo, ma – come scriverà in una relazione – venne “dissuaso dalle rimostranze dei chirurghi che in maniera perentoria e ad alta voce, asserivano che nella sala di chirurgia generale potevano operare soltanto loro”. “Nessuno mi ha riferito dell’estrema gravità dell’intervento ed urgenza dell’intervento ostetrico” preciserà a sua volta il chirurgo, al suo primo giorno di Direzione. Sta di fatto che la paziente con l’appendicite arrivò in sala operatoria tre ore dopo, alle 14 mentre Marta Brandi fu operata un’ora dopo in un’altra sala resasi disponibile: ma fu troppo tardi perché la piccola nacque morta.

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