Epatite C sconfitta con farmaci da bimba trapiantata con due malattie

05 settembre 2017 ore 14:19, Americo Mascarucci
Una bimba di appena due anni trapiantata all’ISMETT di Palermo è riuscita a sconfiggere l’epitatite C curandola con i farmaci ad azione antivirale diretta per sconfiggere il virus che le aveva attaccato il fegato. L'equipè medica diretta dal professor Jean de Ville de Goy le ha trapiantato un pezzetto di fegato che ad aprile le aveva donato la madre e subito dopo ha intrapreso un protocollo sperimentale con la somministrazione di farmaci di ultima generazione.
Epatite C sconfitta con farmaci da bimba trapiantata con due malattie

L'EPATITE C
E' una malattia infettiva, causata dall'Hepatitis C virus (HCV), che colpisce in primo luogo il fegato (epatite). L'infezione è spesso asintomatica, ma la sua cronicizzazione può condurre alla cicatrizzazione del fegato e, infine, alla cirrosi, che risulta generalmente evidente dopo molti anni. In alcuni casi, la cirrosi epatica potrà portare a sviluppare insufficienza epatica, cancro del fegato, varici esofagee e gastriche. L'HCV è trasmesso principalmente per contatto diretto con il sangue infetto, spesso dovuto all'uso di droghe per via endovenosa, a presidi medici non sterilizzati e trasfusioni di sangue. Si stima che circa 130-170 milioni di persone al mondo siano infettate dal virus dell'epatite C. L'esistenza dell'epatite C, in origine definita "epatite non A non B", è stata ipotizzata nel 1970 e confermata nel 1989.
Il virus persiste nel fegato di circa l'85% delle persone infette. Questa infezione persistente può essere trattata con numerosi farmaci, alcuni giunti a disposizione solo dal 2015. Con i farmaci più moderni si può avere la guarigione in oltre il 90% dei pazienti trattati. Chi ha già sviluppato la cirrosi o il cancro del fegato (epatocarcinoma) beneficerà molto meno del trattamento farmacologico e pertanto per questi pazienti in fase avanzata potrebbe essere necessario un trapianto di fegato.. Al 2016, non è ancora stato sviluppato un vaccino specifico.

LA STORIA
La mamma della bambina che ha contratto l'epatite C in Ucraina, si è rivolta a diversi centri specialistici con l'obiettivo di debellare la malattia ed evitare così un trapianto di organi dagli esiti imprevedibili. La piccola presentava due malattie, l’atresia e l’epatite C - che avevano compromesso il suo stato di salute. L’associazione di queste due condizione in un bambino molto piccolo è molto rara e, fino ad oggi, rappresentava una controindicazione relativa al trapianto di fegato, unica terapia possibile per curare la sua insufficienza terminale epatica.
Rifiutata da diverse cliniche secondo le quali non vi poteva essere alternativa al trapianto, la donna tramite internet ha diffuso una richiesta d'aiuto economico per affrontare tutte le spese necessarie, ottenendo tanta solidarietà. La piccola è stata sottoposta a trapianto di fegato da donatore vivente, grazie alla donazione di parte dell’organo della madre ed in seguito è stato applicato un protocollo sperimentale che ha previsto di trattare la bambina con i nuovi farmaci ad azione antivirale - così da debellare l’infezione del virus dell’epatite C. Il trapianto è stato eseguito ad aprile, poi è iniziata la terapia farmacologica. 
"Quello della nostra piccola paziente - spiega ancora de Ville - è il primo caso di trattamento di un bambino trapiantato dell’infezione da HCV con questi nuovi farmaci. E' da sottolineare inoltre che quello in oggetto è un trattamento pionieristico anche al di fuori dell’ambito trapiantologico: è ad oggi, la paziente più piccola mai sottoposta a trattamento con con ledipasvir+sofosbuvir, indipendentemente dal trapianto. Pensiamo, quindi, che questo caso possa aiutare ad aprire la strada all’utilizzo ad più ampia scala di questi nuovi farmaci anche nei bambini, migliorando la lora aspettativa di vita".

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