Trattamenti anti zanzara Culex per West Nile. Cos'è la febbre del Nilo

06 settembre 2017 ore 16:37, Americo Mascarucci
Operazioni di bonifica in Toscana dopo un caso di West Nile registrato a Collesalvetti in provincia di Livorno. Questo fatto inevitabilmente ha reso necessario l'avvio di trattamenti straordinari contro la zanzara del genere Culex, portatrice del virus. In una nota pubblicata sul sito internet del Comune si legge: "L’amministrazione comunale di Collesalvetti ha adottato ieri sulla scorta di una richiesta pervenuta dall’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, un’ordinanza contingibile e urgente per l’effettuazione di trattamenti adulticidi straordinari, contro la zanzara comune del genere Culex. Il provvedimento – spiegano ancora dal Comune – riguarda esclusivamente una zona delimitata, (numeri civici da 1 a 64), e contiene alcuni obblighi da osservare nel periodo operativo del trattamento e alcuni successivi a tale profilassi. I residenti interessati, saranno direttamente informati da personale preposto". I suddetti trattamenti verranno ripetuti per tre notti consecutive (6-7-8 settembre 2017).
Trattamenti anti zanzara Culex per West Nile. Cos'è la febbre del Nilo

LA ZANZARA CULEX
Si tratta delle zanzare ematofaghe per eccellenza e sono il principale vettore di trasmissione di molte malattie virali e parassitiche, tra le quali filariasi e l'encefalite giapponese. Le zanzare del genere Culex sono distribuite praticamente ovunque, con una concentrazione che cresce dalle regioni subpolari all'equatore(nella sola America Centrale, zona di Panama, se ne contano 88 specie). I maschi del genere Culex sono innocui e si nutrono di nettare, mentre le femmine per sviluppare le uova succhiano il sangue dei vertebrati, mammiferi ed uccelli principalmente. Una femmina adulta normalmente succhia ripetutamente il sangue, e il costante movimento in volo la portano ad essere un terribile vettore di diffusione di malattie virali e parassitarie. Le dimensioni variano moltissimo da specie a specie, dai pochi mm ai cm.

IL VIRUS WEST NILE 
Conosciuto anche come virus del Nilo occidentale è un arbovirus della famiglia dei Flaviviridae, genere flavivirus, appartiene al IV gruppo dei virus a ((+) ssRNA). A questo genere fanno parte anche il virus della febbre gialla, il virus dell'encefalite di Saint-Louis, il virus dell'encefalite di Murray Valley e il virus dell'encefalite giapponese.
Il suo nome viene dal distretto di West Nile in Uganda, dove è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. In seguito è stato trovato negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto negli anni cinquanta, diffondendosi infine anche in altri Paesi. La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed inizialmente risultava diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India.

COME SI TRASMETTE
La modalità principale di trasmissione del virus del Nilo occidentale è rappresentata da diverse specie di zanzare, che sono il primo vettore. Tra queste, in particolare, riveste un ruolo primario il genere Culex. Ovviamente tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare, come ad esempio le piogge abbondanti, le irrigazioni dei terreni agricoli o condizioni climatiche con temperature alte, determinano un importante aumento del numero dei casi di contagio. Il periodo di incubazione della malattia, ovvero il periodo compreso tra l'infezione e lo sviluppo dei primi segni e sintomi, è tipicamente compreso tra 2 e 15 giorni. Secondo uno studio scientifico circa 1 paziente su 4 (il 26%) con infezione da West Nile virus è destinato a divenire sintomatico.

SINTOMI
I sintomi iniziali dell'infezione da virus del Nilo occidentale sono rappresentati dalla comparsa di febbre moderata che in genere perdura da tre a sei giorni. Ad essa si associa spesso un senso di malessere generalizzato, anoressia, nausea, cefalea (mal di testa). Si tratta, come si vede, di una tipica sintomatologia simil influenzale. Ad essa può fare seguito la comparsa di dolore oculare, mal di schiena, mialgie (dolori muscolari), artralgie, tosse, eruzioni cutanee, linfadenopatia e dispnea (difficoltà a respirare). Alcuni pazienti possono sviluppare disturbi che interessano in modo particolare l'apparato gastrointestinale. In questo caso il quadro clinico è dominato da nausea, vomito e diarrea.

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