Catalogna, Purgatori: "Si rischia scontro fra Polizie e contagio oltre l'Europa"

10 ottobre 2017 ore 15:47, Americo Mascarucci
E' il giorno della verità sul futuro della Catalogna: oggi si conosceranno le reali intenzioni del presidente Carles Puigdemont: alle 18 è prevista la seduta dell'assemblea regionale con all'ordine del giorno la dichiarazione unilaterale di indipendenza. Madrid ha già preparato le contromosse esautorando i Mossos d'Esquadra, la polizia regionale catalana accusata di non aver fatto rispettare la legalità il giorno del referendum, ed inviando reparti speciali della Guardia Civil. Puigdemont è isolato: imprese e banche stanno fuggendo da Barcellona mentre cresce il fronte degli anti-indipendentisti. Di fronte ad uno scenario del genere, cosa farà oggi il presidente catalano: Intelligonews lo ha chiesto al giornalista Andrea Purgatori.
Catalogna, Purgatori: 'Si rischia scontro fra Polizie e contagio oltre l'Europa'

Cosa farà oggi Puigdemont?

"Se devo essere sincero non sono in grado di fare pronostici o ipotizzare scenari".

Con la fuga di imprese e banche da Barcellona e il fronte anti-secessione sceso in piazza, il presidente catalano di fatto non è sempre più isolato? A questo punto quanto può convenirgli un atto di forza?

"Quello che sta avvenendo a livello di imprese e banche è un pò quello che abbiamo visto con la Brexit in Inghilterra. La Brexit ha sancito il distacco dall'Europa, la Catalogna vorrebbe il distacco dal resto della Spagna. Si tratta di operazioni molto a rischio che naturalmente fanno perdere la fiducia degli investitori. Se si ragiona in ternini di Europa questi indipendentismi sono molto pericolosi. In Catalogna poi non dimentichiamo c'è una situazione molto più grave con il capo della polizia accusato di sedizione. Non è una cosa da poco. Si rischia lo scontro fra la Guardia Civil e i Mossos d'Esquadra. E la Spagna non ha ancora fatto i conti con la passata guerra civile".

Se oggi Puigdemont proclamerà l'indipendenza dove potrebbe estendersi poi il contagio?

"Innanzitutto all'Italia, un'influenza potrebbe aversi anche sui referendum in Lombardia e Veneto. Referendum comunque del tutto autonomi, decisi sulla base di un'azione politica ben precisa rivolta a fare pressioni sul governo centrale perché riconosca maggiore autonomia a queste regioni. Ma attenzione, sarebbe un errore guardare soltanto all'Europa e non tenere conto invece dello scenario internazionale. Ci siamo dimenticati che c'è stato un referendum anche in Kurdistan dove il 99% dei partecipanti al voto si è dichiarato favorevole a separare il Kurdistan dall'Iraq. Questo può modifiare gli equilibri in Medio Oriente e mettere a repentaglio la pace. Penso alle minacce della Turchia ma anche al già precario equilibrio iracheno. Sono tutte spinte che vanno tenute d'occhio con grandissima attenzione. Potrebbero portare a dei rischi molto gravi".

Madrid in caso di dichiarazione di indipendenza della Catalogna cosa farà o dovrebbe fare?

"Credo che in questo momento serva la mediazione. Ci sono posizioni come quella espressa dal sindaco di Barcellona che a mio giudizio andrebbero tenute in considerazione. La dichiarazione d'indipendenza aggraverebbe sicuramente la situazione dal punto di vista politico, ma c'è pure da dire che a fronte della decisione di indire il referendum da parte della Catalogna, la gestione del governo centrale è stata a dir poco pessima. Rajoy si è comportato malissimo. La politica dovrebbe avere una visione lungimirante e matura di fronte a fatti del genere, cosa che invece al governo spagnolo è mancata. Avrebbe dovuto sapere perfettamente quali conseguenze un atto come il referendum avrebbe potuto produrre, doveva evitarlo ed è sembrato invece giocare in attacco all'ultimo minuto. Un treno che si sa può travolgere tutto, non si ferma quando è già in corsa. Avrebbe dovuto trovare una mediazione prima. Se è vero che il referendum era anticostituzionale è altrettanto vero che la reazione di Rajoy è apparsa inaccettabile" 


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