Ocse boccia l'Italia: ultima della classe per laureati ma stakanovista

12 settembre 2017 ore 16:48, intelligo
Italia bocciata dall’Ocse su orientamento scolastico e universitario. Secondo l’Education at a glance 2017, l'annuale report sull'educazione nei Paesi a economia avanzate, una delle più autorevoli pubblicazioni sul tema dell'istruzione, il nostro paese registra appena il 18% di laureati, contro il 37% della media nella zona Ocse: il dato più basso dopo quello del Messico. Di questo 18%, la maggior parte si concentrano in facoltà (ben il 30%) che il mercato del lavoro non riesce a valorizzare: Lettere, Scienze politiche, Sociologia, Scienze della comunicazione, Formazione artistica. Nel gruppo dei dodici Paesi di riferimento siamo ultimi: Germania, Portogallo, Francia e Spagna hanno medie decisamente superiori. La Svizzera è al 41 per cento, Stati Uniti e Regno Unito al 46 per cento. Male anche il dato sul conseguimento di una prima laurea al 35%, il quarto più basso dopo Ungheria, Lussemburgo e Messico. A pesare sul risultato, secondo il rapporto sono le prospettive insufficienti di lavoro e a bassi ritorni finanziari in seguito al conseguimento della laurea. 
Ocse boccia l'Italia: ultima della classe per laureati ma stakanovista
CALO SPESA ISTRUZIONE
Secondo il dossier, l’Italia resta agli ultimi posti per spesa pubblica nell'istruzione  (dati 2014): ha speso per l’istruzione il 4% del suo Pil (-7% sul 2010) contro il 5,2% della media Ocse, ha destinato il 7,1% della spesa delle amministrazioni pubbliche al ciclo dell’istruzione (-9% sul 2010) e ha speso in media 9.300 dollari USA per studente contro i 10.800 della media Ocse.  
DIVARIO NORD-SUD In Italia il livello di istruzione della popolazione adulta è più alto nelle regioni del Centro, ma i giovani laureati si concentrano anche nelle regioni più dinamiche del Nord. La Provincia di Trento è la regione con il più alto tasso di istruzione terziaria tra i giovani. Il divario di istruzione tra Centro-Nord e Sud si accentua tra i giovani. Il tasso di istruzione terziaria dei giovani in Veneto è quasi doppio rispetto alla popolazione adulta nel suo insieme. 
POCHE PROSPETIVE Secondo l’Ocse, l'80% dei 25-64enni con un'istruzione terziaria ha un lavoro, ma il tasso di occupazione si riduce al 64% per la fascia più giovane (25-34 anni), il livello più basso dei paesi industrializzati, dove la media è dell'83%. Inclusi i Paesi partner, solo l'Arabia Saudita ha un tasso inferiore (62%). Il dato più colpisce è che in Italia, il tasso di occupazione dei giovani laureati è superato anche da quello dei diplomati degli istituti tecnico-professionali, che è pari al 68%. Nel 2016 soltanto il 64% dei laureati compresi tra i 25 e i 34 anni aveva un lavoro, dato che sale all'80% tra gli adulti 25-64enni. 
NEET Non diminuisce la percentuale di Neet 18-24enni (giovani non impegnati nello studio, nel lavoro né nella formazione: il 26% contro una media Ocse del 14%, peggio dell’Italia c’è solo la Turchia), soprattutto in Campania, Sicilia e Calabria dove più di 1 giovane su 3 è Neet (rispettivamente il 35%, 38% e 38%).
STAKANOVISTI Nonostante le scarse prestazioni riguardanti il mondo dell’istruzione, l’Ocse regala un dato per il nostro paese che potrebbe far piacere a molti. Secondo l’organizzazione i lavoratori italiani trascorrono in ufficio o in fabbrica in media un’ora e mezza in più dei loro colleghi in Germania, precisamente 7,8 contro 6,2 ore al giorno. Ciò si riflette anche sulle cifre annuali. Stando ai numeri Ocse ogni dodici mesi gli italiani lavorano mediamente 1.730 ore, ben 367 in più dei lavoratori tedeschi, che hanno il record di lavoratori meno impegnati al mondo.
autore / intelligo
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