Malta, giornalista uccisa. Botta e risposta tra il figlio di Daphne e Muscat

18 ottobre 2017 ore 11:33, intelligo
Il premier maltese risponde alle accuse del figlio della giornalista uccisa che aveva accusato Malta di complicità nell’attentato. Si accende il botta e risposta tra il figlio della giornalista ed il primo ministro maltese. Matthew Galizia ha lanciato pesanti accuse a Joseph Muscat in merito alla tragica vicenda che ha portato alla morte di Dauphne Caruana Galizia, uccisa nell’esplosione della sua auto lunedi 16 ottobre a Bidnija. La 53enne giornalista viaggiava a bordo di una Peugeot 108 sulla quale era stata messa una bomba. Da tempo indagava su una rete internazionale di società off shore e i loro beneficiari. Il premier Muscat ha annunciato che ci sarà un’inchiesta ufficiale alla quale parteciperà anche l’FBI. Il 23 ed il 24 ottobre anche Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, sarà a Malta in missione per far luce su riciclaggio e denaro sporco, ma anche su infiltrazioni tra Mafia siciliana e Malta. Sotto inchiesta è finito anche Ramon Mifsud, il poliziotto che poche ore dopo la morte della giornalista, aveva postato su Facebook questo status: “Ognuno ha quello che si merita, letame di mucca”. L’agente è stato già sospeso dal servizio.
Malta, giornalista uccisa. Botta e risposta tra il figlio di Daphne e Muscat

LE DICHIARAZIONI DEL FIGLIO
Matthew ha puntato il dito contro Malta: “Mia madre è stata assassinata perché era per lo Stato di diritto contro chi vuole violarlo. Siamo in un Paese mafioso dove puoi cambiare gender sulla carta di identità ma vieni ridotto in pezzi se eserciti le tue libertà". Diretti anche i riferimenti al premier: "Muscat ha riempito il suo ufficio di corrotti, la polizia di corrotti e imbecilli ed i tribunali di corrotti e incompetenti". 

LA REPLICA DI MUSCAT
Il premier maltese ha cercato di sgombrare da subito il campo da ogni dubbio. Nelle interviste rilasciate nelle ultime ore, il primo ministro di Malta è stato categorico: “Daphne Caruana Galizia mi attaccava da quando sono diventato leader della coalizione. Ma quello era il suo lavoro. Verrà fatta giustizia”. Muscat ha poi negato le accuse emerse dalle indagini svolte dalla giornalista la quale aveva individuato il filone maltese dei Panama Papers: "Non è vero che io e mia moglie abbiamo conti all'estero”. Negli ultimi mesi il suo bersaglio era il capo dell'opposizione Adrian Delia, da lei accusato di riciclaggio di denaro, prostituzione e altro. Daphne si era fatta molti nemici".
Il premier si è anche impegnato pubblicamente sull’evoluzione della vicenda: "Ora bisogna trovare i mandanti e gli esecutori di un delitto che non ci appartiene".  

L'ARCIVESCOVO DI MALTA
Monsignor Charles Scicluna, arcivescovo di Malta è intervenuto sulla vicenda parlando ai microfoni di Radio Vaticana. Il prelato si è espresso in modo diretto: “Va difesa la democrazia fino alla fine. I giornalisti devono continuare a difendere la ricerca della verità perché, se non lo fanno, la darebbero vinta a chi voleva chiudere la bocca ad una vittima innocente uccidendola”. L’arcivescovo ha chiuso con un appello: “È il momento dell’unità nazionale perché un assalto alla libertà coinvolge tutti. Noi dobbiamo essere uniti per garantire a tutti i costi, non sola la libertà, ma anche il dono più prezioso che è la vita”

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