L'uso medico della Cannabis dopo l'approvazione alla Camera: che cos'è

19 ottobre 2017 ore 11:03, Micaela Del Monte
Che cosa significa che la Cannabis ad uso terapeutico? Come nasce, cosa cura, come si assume e gli effetti collaterali che può avere. Tutte le domande che avete dopo l'approvazione dell'uso medico alla Camera le trovate in questa scheda.

L'uso medico della Cannabis dopo l'approvazione alla Camera: che cos'è
STORIA
La cannabis, chiamata in cinese má (che significa "canapa") o dàmá ("grande canapa"), è stata usata a Taiwan varie migliaia di anni fa. L'imperatore Shen-Nung ha scritto un libro sui metodi di trattamento nel 2737 aC che comprendeva i benefici medici della cannabis. Ha raccomandato la sostanza per molti disturbi, inclusa la stipsi, la gotta, il reumatismo. La cannabis è considerata una delle 50 erbe fondamentali nella medicina tradizionale cinese. Anche in Egitto l'uso della Cannabis era utilizzata per le sue proprietà psicoattive. 

L'uso della cannabis in medicina sarebbe cominciato a diminuire verso la fine del XIX secolo a causa della difficoltà nel controllare i dosaggi e dell'aumento della popolarità dei farmaci sintetici e derivati da oppio. Inoltre, l'avvento della siringa ipodermica permetteva di iniettare farmaci con effetto immediato, in contrasto con la cannabis che non essendo solubile in acqua non può essere iniettata.

La cannabis ha cominciato ad attirare un rinnovato interesse come medicina negli anni '70 e '80, in particolare a causa del frequente utilizzo compassionevole da parte dei pazienti affetti da tumore AIDS, che hanno riportato giovamento dagli effetti della chemioterapia e dalla perdita di peso. Nel 1996, la California divenne il primo Stato Usa per legalizzare la cannabis medica in contrapposizione alla legge federale. Nel 2001, il Canada è diventato il primo paese ad adottare un sistema che disciplina l'uso medico della cannabis. Il Canada, il 20 giugno 2005, è stato il primo paese ad autorizzare la messa in commercio di un estratto totale di cannabis sotto forma di spray sublinguale Sativex standardizzato per THC e CBD, per il trattamento del dolore neuropatico dei malati di sclerosi multipla e cancro. Nel 2006 il Sativex è stato approvato negli Stati Uniti per essere sottoposto a studi clinici di Fase III per dolore intrattabile in pazienti con tumore.

DOVE IN ITALIA 
L'uso della cannabis terapeutica è legalizzato dal 2013. Oggi sono 11 le Regioni italiane nelle quali la cannabis per uso medico è a carico del Servizio Sanitario Regionale, tra queste l'Emilia-Romagna. Una legge regionale e una delibera di Giunta hanno dato indicazioni in merito ai preparati vegetali a base di cannabis nel territorio emiliano-romagnolo. Tutto questo mentre è stata autorizzata da gennaio 2017 la produzione di Stato della cannabis terapeutica (Fm2) da parte dell'Istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze.

MALATTIE TRATTABILI
Gli impieghi di cannabis ad uso medico riguardano:

-l'analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali;
-l'analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace;
-l'effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali;
-effetto stimolante dell'appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell'appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell'anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard;
-l’effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali;
-la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard;
-il trattamento delle Epilessie farmaco-resistenti. 

Elenco delle principali malattie:

-Spasticità secondaria da Sclerosi Multipla e altre gravi malattie neurologiche (SLA, Morbo di Parkinson, corea di Huntington, danno spinale, spasticità da para-tetraplegia);
-Dolore nel paziente oncologico (terapia del dolore);
-Dolore cronico di origine neurologica;
-Sindrome di Gilles de la Tourette;
-Dolore post-operatorio;
-Nausea e vomito da chemioterapia;
Anoressia da AIDS;
-Malattia di Alzheimer;
-Glaucoma;
-Cefalea, Emicrania;
-Fibromialgia, Lombalgia;
-Epilessia;
-Terapia citotossica antitumorale;
-Malattie infiammatorie intestinali croniche (morbo di Chron, colite ulcerosa, colon irritabile, enteropatia da glutine);
-Psoriasi;
-Lupus eritematoso;
-Incontinenza urinaria, disturbi vescicali;
-Disturbi del sonno, apnee notturne;
-Paura/ansia, disturbi da stress post-traumatico, depressione.

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
Nell'utilizzo medico le principali vie di assunzione delle preparazioni magistrali di cannabis sono per inalazione, senza combustione per mezzo di appositi inalatori, e per ingestione, sotto forma di decotto o compresse. Il Sativex, farmaco autorizzato in alcuni Paesi, estratto di cannabis standardizzato in THC e CBD, prevede la assunzione come spray orale, considerando un assorbimento anche attraverso le mocuse orali. L'assunzione inalando il fumo prodotto dalla combustione comporta la difficoltà di definire dosaggi riproducibili e prevedibili, oltre che maggiori rischi di effetti avversi e di abuso. Inoltre le prove di efficacia sono per lo più limitate o assenti a confronto di altri rimedi e farmaci.

CONTROINDICAZIONI
Anche se esistono numerose evidenze sugli effetti avversi dell’uso ricreazionale della cannabis, non ci sono altrettante informazioni nel caso del suo uso medico. Nei due casi infatti i dosaggi e le vie di somministrazione possono essere signi?cativamente differenti.

Si deve sempre tenere conto del rapporto rischio/bene?cio nell’uso medico della cannabis considerando che le principali controindicazioni riguardano: adolescenti e giovani adulti a causa di alterazioni mentali che sono maggiori durante il completamento dello sviluppo cerebrale; individui con disturbi cardio-polmonari severi in quanto l’uso di cannabis può provocare ipotensione ma anche ipertensione, sincope e tachicardia; individui con grave insuf?cienza epatica, renale e soggetti con epatite C cronica a causa di un aumentato rischio di sviluppare o peggiorare una steatosi epatica; individui con una storia personale di disordini psichiatrici e/o una storia familiare di schizofrenia in quanto la cannabis può provocare crisi psicotiche; individui con una storia pregressa di tossicodipendenza e/o abuso di sostanze psicotrope e/o alcol; individui con disturbi maniaco depressivi; individui in terapia con farmaci ipnotico sedativi, antidepressivi o in generale psicoattivi in quanto la cannabis può generare effetti additivi o sinergici; donne che stanno piani?cando una gravidanza o sono in gravidanza o in allattamento. Oltre agli effetti avversi sopra menzionati, è importante sottolineare che la cannabis è una sostanza immunomodulante ed il suo uso cronico altera l’omeostasi del sistema immunitario.
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