Italiani veloci e innamorati dei "ritardanti", gli fanno paura voti delle amiche

21 settembre 2017 ore 15:54, intelligo
C'era una volta il mito del maschio italiano bravo a letto. Ora da un monitoraggio del web emerge che l'Italia è il paese europeo nel quale si ricercano di più i prodotti “ritardanti” per uomo. Ma anche quello nel quale gli uomini si vergognano di più di parlarne. Da una ricerca svolta da Lovelab, una delle aziende leader nel settore, in Italia deteniamo il record di ricerche e discussioni sui forum. In pratica tante parole e fatti "veloci".

Italiani veloci e innamorati dei 'ritardanti', gli fanno paura voti delle amiche
I numeri parlano chiaro: l’Italia per i prodotti ritardanti (la ricerca è stata fatta sia sui termini generici che sui vari brand) rappresenta circa il 30% del traffico europeo, distanziando significativamente il Regno Unito, seconda in classifica e la Svezia. Ma non è tutto: anche monitorando i forum online, l’Italia si segnala come seconda in Europa, con il Regno Unito che ci ruba la prima posizione, ma di poco.

L'OPINIONE DELL'ESPERTA
“Italiani primi nella ricerca sul web di prodotti ritardanti? Il dato non mi stupisce perche’ evidentemente, oltre a un interesse a far bella figura e un’attenzione alla partner o al partner, in rete si cerca la soluzione a un problema molto diffuso. Soprattutto nella fascia giovanile (fino ai 40 anni), a parte il primo problema che riguarda l’erezione, un fenomeno molto diffuso e deludente sia per gli uomini sia per le donne e’ proprio quello dell’eiaculazione precoce. E gli uomini cercano di ovviare a questo problema perche’ nelle ultime generazioni e’ cambiato tutto: le ragazze, per esempio, parlano molto di sesso e si puo’ essere ‘condannati‘”. Cosi’ la sessuologa Chiara Simonelli, docente di Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale alla Facolta’ di Psicologia della Sapienza di Roma, interpellata dall’agenzia Dire.

RICERCHE
Sono oltre 5 milioni gli uomini italiani che soffrono di eiaculazione precoce, che si conferma il disturbo più diffuso in camera da letto: è il dato che emerge da uno studio italiano della Società europea di urologia. La patologia colpisce infatti il 17% dei maschi italiani, rispetto al 13% (circa 3 milioni) che soffre di disfunzione erettile.

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