Rosatellum bis alla prova del Senato: fiducia in aula e bagarre fuori

24 ottobre 2017 ore 15:37, Americo Mascarucci
Il Rosatellum bis approda a Palazzo Madama dove sembra ormai scontato il voto di fiducia. E' l'unico modo per evitare brutte sorprese visto che i margini al Senato sono molto più stretti che alla Camera. E naturalmente le opposizioni, Movimento 5Stelle, Mdp e Sinistra italiana sono sul piede di guerra. Il fatto che Forza Italia e Lega Nord abbiano ribadito il loro sì al testo anche al Senato il Pd non vuole correre rischi nè sull'approvazione né tantomeno sui tempi di approvazione. L'obiettivo è approvare la legge elettorale entro giovedì. Alle cinque ci sarà il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità, eppoi si dovrebbe procedere con le fiducie.
Rosatellum bis alla prova del Senato: fiducia in aula e bagarre fuori

LE PROTESTE
Ieri Mdp e Movimento 5 Stelle hanno abbandonato i lavori della commissione Affari Costituzionali dove sono stati bocciati tutti gli emendamenti presentati col parere negativo del relatore e del governo. E naturalmente si allontana ancora di più la possibilità di un possibile dialogo fra Pd ed Mdp dopo che Roberto Speranza aveva aperto a questa possibilità. Ma la ripresa del dialogo con il Pd poggiava su una richiesta esplicita, ossia la possibilità di cambiare il Rosatellum bis, proposta che Renzi ha rispedito al mittente. 
E così il tentativo "bersaniano" di tendere la mano ai Dem per ridiscutere i possibili termini di un'alleanza di centrosinistra assunto pare con il netto dissenso dell'area dalemiana, è miseramente naufragato di fronte alla risposta di Renzi che ha detto a chiare lettere che la legge elettorale non si cambia. "Noi chiediamo due modifiche essenziali: evitare un Parlamento di nominati, e il voto disgiunto. Questo di oggi è un passaggio decisivo", attacca Speranza. Richieste che equivarrebbero a far crollare il patto con Forza Italia e Lega che ha permesso l'approvazione della legge alla Camera e che con molta proabilità consentirà anche l'approvazione in Senato. 
"Dopo la forzatura gravissima della fiducia sulla legge elettorale alla Camera, il Pd e il governo non pensino di mettere la fiducia anche al Senato - attaccano Giulio Marcon e Loredana De Petris di Sinistra Italiana oggi in piazza con una manifestazione contro il Rosatellum, promossa dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, a partire dalle ore 16 nella piazza Corsia Agonale, di fronte a Palazzo Madama. "Il Senato - proseguono i capigruppo di Sinistra Italiana - deve modificare e migliorare una legge elettorale altrimenti inaccettabile. Una legge che ci consegna un Parlamento fatto di nominati e che toglie ai cittadini la libera scelta di eleggere i propri rappresentanti. Un vero e proprio imbroglio". 
Dalle parti del Pd tuttavia avrebbero in serbo una carta a sorpresa che sarebbero pronti a tirare fuori dopo l'approvazione della legge elettorale: ossia la volontà di porre il voto di fiducia sullo Ius Soli in modo tale da riallacciare il dialogo con le sinistre sul tema della cittadinanza. Molto dipenderà anche dagli esiti delle elezioni regionali in Sicilia.
Il M5S che ha presentato 70 emendamenti al testo, ha intanto annunciato per domani una grande manifestazione fuori al senato con la partecipazione di Beppe Grillo. E intanto sul blog è partito un appello al Capo dello Stato affinché non formi la legge elettorale. Peccato che il primo a volere la rapida approvazione del Rosatellum bis sia proprio Mattarella. 

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