Insulti Anna Frank, Fusaro: "Troppo spazio alla barbarie. La scuola non docet"

25 ottobre 2017 ore 12:28, Andrea Barcariol
Il calcio in campo contro l'antisemitismo: su tutti i campi di gioco sarà letto un brano del "Diario di Anna Frank" prima dell'inizio delle partite con un minuto di riflessione. E' la risposta a quanto accaduto in seguito al ritrovamento degli adesivi antisemiti (che ritraevano Anna Frank con la maglia della Roma) affissi all'Olimpico da alcuni ultrà della Lazio (16 identificati dalla Digos) durante il match contro il Cagliari. Su questa vicenda Intelligonews ha intervistato il filosofo Diego Fusaro.

Insulti Anna Frank, Fusaro: 'Troppo spazio alla barbarie. La scuola non docet'
Le offese come mezzo di espressione che raccontano il nostro tempo?


"Purtroppo il problema è che dell'imbecillità umana non può esservi scienza filosofica o scienza esatta. E' sempre difficile parlare, c'è un bel libro di Maurizio Ferraris (L'imbecillità è una cosa seria ndr) proprio su questa tema. L'imbecillità è difficile da spiegare e comprendere razionalmente. Siamo di fronte a un caso di questo tipo, realizzatosi con le offese di cui abbiamo avuto notizia in questi giorni".

C'è chi dice che il degrado morale peggiora quando c'è degrado culturale e polemizza con le scuole che non sono più mezzi di istruzione ma di indottrinamento. Cosa ne pensa?

"Certamente, quando la scuola era un istituto di educazione che proseguiva su altre basi il lavoro educativo della famiglia era molto più difficile che avvenissero queste cose. Ora che si ridefinisce come azienda tra le tante, legata alla logica del profitto e della ricerca del lavoro, è evidente che ci sia un degrado continuo. Non ci sono più i fondamenti stessi della civiltà, non vengono più insegnati, si insegnano soltanto la logica utile del profitto. Così la scuola non ha più alcun valore formativo e diventa solo un raddoppiamento di ciò che già c'è. Questi episodi devono essere letti come un decadimento di cui siamo vittime e come il trionfio della barbaria".

Non si rischia che la risposta dilagante del politicamente corretto faccia diventare un messaggio vuoto di significato un caso mediatico?


"Io non avrei dato tutto questo spazio mediatico a un fatto che mette in vista e dà visibilità a un branco di imbecilli, così vanno considerati. Una volta smascherati devono essere lasciati perdere, non bisogna attribuirgli tutta questa importanza, l'imbecille resta tale e non bisogna occuparsene e scadere nel politicamente corretto mettendo le maglie di Anna Frank. Serve indifferenza e noncuranza altrimenti gli si attribuisce troppa importanza".


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