In sedia a rotelle per il pollo, l'assurda storia di Amy "senza risarcimento"

26 agosto 2017 ore 13:48, Micaela Del Monte
Si chiama Amy May Shead e ha 29 anni. Da qualche anno Amy, dopo aver per anni condotto una trasmissione televisiva su ITV dal titolo Good Morning Britain. Ma il 14 aprile di tre anni fa, la sua vita è cambiata per sempre. Amy era in vacanza a Budapest con le sue amiche e durante una serata a cena fuori ha mangiato del pollo. 

In sedia a rotelle per il pollo, l'assurda storia di Amy 'senza risarcimento'
La donna ha quindi avuto un forte choc anafilattico dopo aver ordinato pollo nel locale della capitale ungherese. Sapendo della sua allergia alle arachidi ha chiesto espressamente di averne uno senza, ma nonostante la richiesta il piatto conteneva delle noccioline che Amy non ha avuto tempo di riconoscere ed evitare, così si è sentita male.

Secondo quanto riporta la stampa locale, la donna ha avuto un arresto cardiaco subito dopo averlo mangiato e per sei minuti l'ossigeno non le è arrivato al cervello. Pare che anche il personale del ristorante fosse completamente all’oscuro della contaminazione da arachidi. Probabilmente lo sapeva solo chi aveva fornito le materie prime. Ma il fatto realmente anomalo è che alla donna non siano state sufficienti neppure due iniezioni di adrenalina. Amy è quindi stata messa in coma farmacologico e successivamente trasferita a Londra dopo 11 mesi di degenza però Amy ha riportato gravi danni cerebrali ed è costretta su una sedia a rotelle incapace di muovere gambe e braccia.

La famiglia ha chiesto di poter avere un risarcimento ma il ristorante lo ha negato, visto che la sua condizione fisica non rientrerebbe in alcun tipo di assicurazione medica. È stato fatto un appello anche presso la Tv in cui lavorava la donna prima della tragedia. Ma tutto ciò sembra non bastare. La sua famiglia ha quindi dato vita a un sito internet denominato The Amy May Trust in cui viene specificatamente richiesto aiuto economico affinché la donna possa tornare a fare una vita quantomeno dignitosa. Inoltre, gli autori del sito, vogliono diffondere – per mezzo delle pagine web -tutte le informazioni possibili affinché non accada ad altre persone una simile tragedia.
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