Colesterolo, anche quello buono è killer: chi fa morire prima

28 agosto 2017 ore 10:40, Americo Mascarucci
Non esiste un colesterolo buono: anche quello che viene considerato tale è invece molto cattivo. Sono i risultati di una ricerca condotta da un gruppo di scienziati danesi pubblicati sull’European Heart Journal. Da questi risultati emergerebbe che il colesterolo HDL, detto anche colesterolo buono potrebbe addirittura aumentare in modo significativo il rischio di morte prematura per ictus e infarto. Viene così sfatato un mito che fino ad oggi faceva ritenere che il colesterolo buono avesse addirittura una funzione quasi salutare.
Colesterolo, anche quello buono è killer: chi fa morire prima

COS'E' IL COLESTEROLO 
Il colesterolo è una molecola lipidica della classe degli steroli che riveste un ruolo particolarmente importante nella fisiologia degli animali, uomo incluso. Il colesterolo, per la sua struttura a quattro anelli rigidi, è un costituente insostituibile delle membrane cellulari animali ed è il precursore degli ormoni steroidei, della vitamina D e degli acidi biliari. In patologia concorre alla formazione dei calcoli biliari e degli ateromi.
Per colesterolemia si intende la concentrazione della sostanza nel sangue; poiché nel sangue il colesterolo è contenuto nelle lipoproteine plasmatiche, si usa, in termini più precisi, far riferimento al colesterolo plasmatico totale, al colesterolo LDL o al colesterolo HDL. La colesterolemia (colesterolo plasmatico totale) può essere normale oppure dar vita a ipocolesterolemia e ipercolesterolemia, condizioni potenzialmente pericolose per la salute. 
La produzione eccessiva di lipoproteine plasmatiche ricche di colesterolo (LDL) può provocare malattie molto gravi come l'aterosclerosi, in quanto esse si accumulano nelle arterie e avviano una reazione infiammatoria che conduce alla formazione di ateromi, il cui nucleo è ricco di colesterolo. Le placche aterosclerotiche possono provocare l'occlusione dei vasi ed eventualmente la morte nel caso in cui siano interessati distretti vitali (es. arterie coronarie e cerebrali).
Le HDL, al contrario, vengono chiamate colesterolo buono, poiché agiscono da veri e propri spazzini in grado di raccogliere l'eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato. Da qui tale composto verrà inglobato nei sali biliari, riversato nell'intestino ed in parte espulso con le feci.

LO STUDIO
I ricercatori nello studio sul colesterolo buono (HDL) hanno preso in esame un campione di 116 mila persone, le cui condizioni di salute sono state monitorate per un periodo di 6 anni. Gli esaminandi sono stati sottoposti  ad analisi del sangue a digiuno per controllare i livelli di colesterolo in modo periodico. Al termine dello studio, i risultati dei test del sangue hanno mostrato che nel complesso, lo 0,4% degli uomini e lo 0,3% delle donne avevano livelli molto elevati di HDL nel loro sangue. Per ‘livelli estremi’, i ricercatori hanno inteso quantità uguali o superiori a 3,0 millimoli al litro per gli uomini e uguali o superiori a 3,5 millimoli al litro per le donne.
I dati hanno poi rivelato che gli uomini con livelli estremi di HDL nel loro sangue hanno avuto una probabilità del 106% maggiore di morire prematuramente rispetto agli uomini con livelli normali di colesterolo buono. Mentre le donne con livelli estremamente elevati di colesterolo HDL avevano il 68% più probabilità di morire prematuramente rispetto alle donne con livelli normali. Altro che buono quindi, il colesterolo è dannosso in ogni sua forma ed è proprio ciò che lo studio punta a dimostrare per sfatare l'errata convinzione che livelli alti di HDL nel sangue non soltanto non debbano preoccupare ma per certi versi facciano anche bene. Non va dunque aumentato ma al contrario controllato e il più possibile contenuto. 

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