Bimba cristiana a famiglia islamica, Adinolfi: ''Assedio ai valori, come per Charlie Gard''

28 agosto 2017 ore 13:56, Stefano Ursi
Molti occhi guardano a Londra in queste ore dopo che è divampata una feroce polemica per la decisione dei servizi sociali di affidare una bimba cristiana di 5 anni ad una famiglia musulmana osservante. L'esclusiva del The Times racconta i giorni della bimba nella famiglia affidataria, dove, scrive il giornale, le sarebbe stata tolta la catenina con il crocifisso e le sarebbero stati subito elencati i divieti da rispettare. E poi la lingua parlata in casa che non sarebbe l'inglese ma l'arabo e il fatto che le donne per uscire sarebbero obbligate ad indossare il burqa. IntelligoNews ha sentito, su questo, il leader del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, che si sofferma sul tema ''giurisprudenziale''. ''È chiaro – dice Adinolfi – come non possano non tornare alla mente le strazianti settimane del caso Charlie Gard: c'è qualcosa che non funziona''.

Bimba cristiana a famiglia islamica, Adinolfi: ''Assedio ai valori, come per Charlie Gard''
Mario Adinolfi
Come commenta la decisione,a Londra, di affidare una bimba cristiana ad una famiglia musulmana?

''Siamo sotto un assedio che è insieme culturale e di natura anche militare, tramite l'attacco che noi chiamiamo terroristico ma che è, di fatto, di una realtà di miliziani addestrati ad uccidere. E purtroppo ora abbiamo la questione giurisprudenziale, che è fondamentale e che io provo a porre da tanto tempo. Le sentenze stanno determinando un attacco ai valori cristiani, che è deliberato e, probabilmente, anche eterodiretto. Non possono non tornare alla mente le strazianti settimane del caso Charlie Gard: c'è qualcosa che non funziona. Vengono emesse sentenze verso l'utero in affitto e l'omogenitorialità e, evidentemente, c'è una parte che vuole innovare il costume attraverso questo tipo di sentenze. E questo necessita una risposta ferma, netta e vorrei dire identitaria da parte dei cristiani, se ancora ci sono le ragioni di una mobilitazione che può essere ancora efficace''.

La legge inglese sugli affidamenti, però, impone di rispettare il ''background culturale e religioso'' dei bambini.

''Ribadisco, è una scelta di costume che predica un sincretismo esistente nella mentalità dominante della società anglosassone e non solo, in cui si dice che le religioni sono tutte uguali, che c'è un solo unico Dio, che alla fine queste sono operazioni che costruiscono una dimensione di fratellanza, che non bisogna avere paura del dialogo interreligioso. È vero, ma se si trasforma tutto questo in un'annessione che ha sempre una sapore profondamente anticristiano, su questo occorre intervenire con una riflessione molto precisa. Come lei giustamente ricordava, poi, ci sono delle norme cogenti e che dicono altro rispetto alle sentenze: ed è qui che scattano la preoccupazione e il sospetto che esista una forma di disegno. Evidentemente nell'ambito giuridico esiste un settore che ha volontà di incidere nel costume attraverso sentenze, che però in molti casi sono contra legem, e in questo mi pare evidente''.

Che effetti può avere una scelta del genere su una bimba di 5 anni?

''Gli effetti sono evidentemente devastanti, dal punto di vista psicologico e umano e che chiunque di noi abbia figli può immaginare. Penso a mia figlia di sette anni, che dice le preghiere, abituata ad andare a messa, che canta volentieri il Padre Nostro e che si trova magari a dover festeggiare il Ramadan e a sentire che gli infedeli vanno convertiti o peggio: da padre dico che nulla di più terribile posso immaginare per la condizione psicologica di una bambina. Le conseguenze, come ovvio, saranno pesanti''.

Si può ipotizzare una risposta cristiana collettiva a questo discorso?

''Io lo dico da sempre e lo pratico. O i cristiani si organizzano nella società, al di là dell'appartenenza religiosa, anche con una soggettività di carattere sociale e politico per incidere ed essere presenti nei luoghi dove si decide, e dunque trovano la capacità di parlare con una qualche voce, o questo diventerà la prassi. E noi subiremo ogni volta, lamentandoci sui social. E francamente con la lamentela social, come abbiamo capito con la battaglia tragica persa su Charlie Gard, non otteniamo granché. Ci lamentiamo sui social mentre le sentenze, le decisioni della politica e gli articoli di giornale vanno in tutt'altra direzione, e noi non abbiamo voce in capitolo nemmeno per poterci far sentire. In Italia il Popolo della Famiglia è nato per essere quella voce che rappresenta nella dimensione politica l'esigenza di un punto di vista 'altro' rispetto a queste cose''.

#londra #affidamento #bimbacristiana #famigliamusulmana
autore / Stefano Ursi
caricamento in corso...
caricamento in corso...