Bimba morta di Seu, caccia al batterio killer nell'acqua dei pozzi

29 agosto 2017 ore 11:13, Americo Mascarucci
Potrebbe essere stata dell'acqua contaminata ad infettare la bimba di 18 mesi di Corato morta all'ospedale di Bari a causa della Seu. I sanitari sarebbero arrivati a questa ipotesi per esclusioni dopo che nessuna traccia del batterio è stata trovata sugli alimenti somministrati alla piccola, prodotti lattiero-caseari, carni e verdure. Quindi adesso ci si sta concentrando sulla possibilità che il batterio potesse essere presente nell'acqua di un pozzo utilizzato dalla famiglia.
Bimba morta di Seu, caccia al batterio killer nell'acqua dei pozzi

LE ANALISI
La piccola è deceduta 5 giorni fa nell'ospedale Giovanni XXIII di Bari a poche ore dal ricovero: dopo il decesso ai genitori è stato chiesto quale tipo di alimenti la piccina avesse ingerito nei giorni immediatamente precedenti ma dalle analisi di laboratorio su campioni di alimenti somministrati non sarebbe emersa la presenza del batterio killer. Attualmente sono in corso verifiche su acqua di sorgente proveniente da pozzi artesiani, così come si stanno effettuando analisi cliniche sul gemellino della piccola e i genitori, per stabilire se risultino positivi all'agente che ha portato alla morte della piccola". I risultati delle analisi sono attesi nei prossimi giorni. 
Ieri pomeriggio, intanto, la Regione Puglia ha riunito un tavolo di crisi sulla sicurezza alimentare presieduto dal direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale Giancarlo Ruscitti, cui hanno preso parte rappresentanti della Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia, dell’Istituto zooprofilattico. Al momento sono esclusi potenziali rischi per la salute di altri bambini. 

PATOLOGIA
Un trattamento aggressivo consente a più del 90% dei pazienti di sopravvivere alla fase acuta, mentre circa il 9% può sviluppare uno stadio terminale della malattia renale. Inoltre, circa un terzo delle persone con SEU ha alterazioni della funzione renale a distanza di molti anni, e alcuni richiedono dialisi a lungo termine. Un altro 8% delle persone con SEU hanno altre complicazioni per tutta la vita, come ipertensione arteriosa, convulsioni, cecità, paralisi.
La mortalità complessiva della SEU è di 5-15%. I bambini e gli anziani hanno una prognosi peggiore.
Negli adulti la SEU ha sintomi e patologia simili, ma è più rara e può essere associata a infezione da HIV, sindrome da anticorpi antifosfolipidi (associata a lupus eritematoso e ipercoagulabilità generalizzata); insufficienza renale postpartum; ipertensione maligna, sclerodermia, alcuni farmaci, tra cui alcuni chemioterapici e altri agenti immunosoppressivi (mitomicina, ciclosporina, cisplatino e bleomicina).

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