Treviso, calci e sputi sul treno in balia di giovani stranieri: "Un'ora surreale"

03 ottobre 2017 ore 11:25, Micaela Del Monte
Un intero treno tenuto in ostaggio da alcuni giovani nordafricani che, sabato sera, sul Regionale 5740 Venezia-Bassano del Grappa, hanno costretto il treno a rimanere bloccato alla stazione di Castello di Godego per quasi un’ora insultando e sputando contro i passeggeri, svuotando un estintore e minacciando il capotreno. Ora Trenitalia ha deciso di sporgere denuncia per danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. La gang poi, all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri, è fuggita: c’è chi si è calato dai finestrini del treno fermo alla stazione di Castello di Godego, chi invece è fuggito dalle porte del convoglio. Sembra che un paio dei protagonisti del caos sul treno della linea Venezia-Bassano sia stato preso e identificato dai militari della compagnia di Castelfranco. 

Treviso, calci e sputi sul treno in balia di giovani stranieri: 'Un'ora surreale'
IL CASO
Nel frattempo gli agenti della polizia ferroviaria hanno già acquisito, ieri mattina, da Trenitalia le immagini del treno tenuto in ostaggio dalla gang. Gli agenti della Polfer vogliono infatti identificare gli autori, in particolare quattro giovani, che si sono dimostrati più esagitati rispetti al resto della compagnia, salita alla stazione di Castelfranco poco dopo le 21.30.
Il treno era partito dalla stazione di Mestre alle 21.08 e sarebbe dovuto arrivare a Bassano alle 22.07. In realtà nella città del Grappa il convoglio è arrivato alle 22.45, grazie alla bravata della gang di nordafricani. I passeggeri sono rimasti in balia della gang, salita alla stazione di Castelfranco con urla e strepiti.

Sul convoglio c’erano decine di viaggiatori, in particolare trevigiani e bassanesi. Erano le 21.30 passate quando il treno proveniente da Venezia è arrivato alla stazione di Castelfranco. E' stato lì che un nutrito gruppo di giovani africani, in particolare maghrebini, visibilmente alterati, alcuni con in mano delle bottiglie di alcolici, sono entrati nel treno diretto a Bassano ed hanno subito iniziato a litigare con un giovane. Lo hanno spinto fino in fondo al treno ed è stato a quel punto che alcuni passeggeri hanno cercato d’intervenire per calmare gli animi, ma il tutto non ha fatto altro che agitare ulteriormente la situazione. 

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LA TESTIMONIANZA
Testimone di tutto è stato anche un 57enne di Bassano del Grappa, che rientrava con la moglie da una giornata trascorsa alla Biennale di Venezia, testimone di una vicenda “surreale”, come lui stesso la definisce, racconta quello che è successo “perché spero che non si possa più ripetere in futuro un viaggio in treno del genere”. "Stavo tornando a Bassano con mia moglie dopo aver trascorso una giornata alla Biennale di Venezia", ha raccontato a TribunaTreviso. "Il viaggio è filato via liscio fino a Castelfranco, quando è salito un gruppo di giovani africani, in particolare maghrebini. Erano alterati, probabilmente dall’alcol. Alcuni avevano delle bottiglie di alcolici in mano. Se la sono presa con un giovane. Non so se fosse salito con loro o addirittura facesse parte del loro gruppo. So soltanto che l’hanno spinto ed insultato per più di mezzo treno. Il nostro era uno di quei convogli aperti, non separati dalle porte e quindi, sporgendosi verso il corridoio si poteva vedere tutto. Naturalmente ci siamo tutti impauriti per quel trambusto e soprattutto per l’aggressività ingiustificata di quei giovani. Nel frattempo il treno è ripartito ma gli animi, invece di quietarsi, si sono surriscaldati".

Arrivato a Castello di Godego il treno s’è fermato. "Penso - continua il viaggiatore - per quasi cinquanta minuti. Il punto è che alcuni viaggiatori hanno cercato di calmare gli animi. Ma invece di quietarli, li hanno riaccesi. Ci sono state urla, spinte nei confronti dei passeggeri, qualcuno ha attivato un estintore. C’erano mamme e bambini nel convoglio. Ciò che non capisco è che più volte abbiamo attivato l’impianto di allarme il pulsante di Sos ma non funzionava. Il capotreno è intervenuto ma cosa poteva fare da solo? .Mi chiedo - ha concluso il viaggiatore - cosa sarebbe successo se in treno ci fosse stata una ragazza sola. Si parla di sicurezza ma poi non si può viaggiare tranquilli nemmeno quando si è in treno. Spero che episodi non possano mai più ripetersi".

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LA SOLUZIONE DI TRENITALIA
Nel frattempo Trenitalia ha deciso di siglare un accordo con enti, forze dell’ordine e sindacati per rafforzare le misure anti-violenza "Installando impianti di video sorveglianza a bordo dei treni - spiega Trenitalia - e nelle principali stazione, formando il personale di front-line per la gestione delle situazioni critiche, aumentando i controlli preventivi a terra di antievasione, con lo scopo di ridurre al minimo le possibili situazioni a rischio per il personale ferroviario e la clientela individuando, in base alle segnalazioni pervenute e alla convenzione con il ministero degli Interni, delle linee percorse da treni considerati più critici dal punto di vista della sicurezza. Il tema della sicurezza riguarda l’intero settore dei trasporti e il Gruppo Fs Italiane si impegna a farsi promotore verso le associazioni datoriali di categoria affinché si attivi un confronto di settore anche con il coinvolgimento dei soggetti istituzionali".
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