Braccio di ferro Nestlé-sindacati su Perugina: mediazione del Mise

31 agosto 2017 ore 11:57, Americo Mascarucci
Quale futuro per la Perugina? Nuovi azionisti si affacciano nella Nestlè e questo sembra preoccupare molto i lavoratori che temono di andare incontro ad un autunno caldo con esuberi e licenziamenti all'orizzonte. L'azienda però smentisce tali preoccupazioni anche se i sindacati sembrano decisi a tenere alta la guardia. Un braccio di ferro dagli esiti imprevedibili. Una delle aziende più rinomati d'Italia nel settore dolciario dunque potrebbe vedere a rischio la propria sopravvivenza. Ma andiamo a scoprire cosa sta bollendo in pentola.
Braccio di ferro Nestlé-sindacati su Perugina: mediazione del Mise

SINDACATI ALL'ATTACCO 
I sindacati sono preoccupati, perché temono che l’ingresso di nuovi azionisti nella casa madre Nestlè possa avere ripercussioni negative sull’azienda italiana. "Negli ultimi cinque anni il gruppo ha ridimensionato notevolmente la produzione in Italia – dice Mauro Macchiesi, segretario nazionale Flai Cgil – con cessioni delle caramelle Rossana e Ore Liete, i surgelati Valle degli Orti, Mare Fresco, le acque minerali San Bernardo, Pejo, Recoaro e i gelati. Tutto questo ha significato una riduzione di addetti di circa il 24.5%. E il quadro tende a deteriorarsi ulteriormente per la grande incertezza sul futuro dello stabilimento di Moretta (Cuneo), il sostanziale blocco del piano industriale per il rilancio della Perugina e la riorganizzazione dei servizi centrali". 
Insomma uno scenario a tinte nere quello prospettato dal rappresentante della Cgil che aggiunge: "Per il sindacalista la presenza della multinazionale Nestlè in Italia nel campo del food ha avuto una funzione strategica per tutto il settore, ci auguriamo che il Ministero dello Sviluppo Economico, che sta seguendo la vertenza, riesca a convincere la Nestlè che serve maggiore chiarezza sulla strategia futura nel nostro Paese e che almeno le risorse derivanti dalle dismissioni siano reinvestire nel mondo del lavoro italiano e non sacrificate sull'altare di speculazioni finanziarie internazionali". 
Tutto dunque è appeso alla mediazione del Governo: "Il 27 settembre al Mise - conclude Macchiesi- si terrà il secondo incontro per il futuro della Perugina e ci auguriamo di non dover assistere all'ennesimo giochetto degli esuberi non esuberi e che da parte della Nestlè Italia sia presentato un piano industriale serio e credibile, non esiste l'alternativa all'hub internazionale sul cioccolato: la Perugina è la storia del food industriale del nostro paese il suo ridimensionamento sarebbe uno spot negativo per l'intero sistema industriale italiano".

LA REPLICA DI NESTLE'
L'azienda però dal canto suo smentisce: "Nessun cambio di rotta. I 60 milioni di euro di investimento per il rilancio dello stabilimento di Perugina sono confermati e in gran parte già spesi, coerentemente con il piano di rilancio dello stabilimento di San Sisto e di Perugina presentato oltre un anno fa. Tutti i lavoratori dello stabilimento  - così come i loro rappresentanti sindacali - vedono ogni giorno che il rinnovo delle linee e dei macchinari dello stabilimento procede nei tempi previsti dal piano industriale. Un piano serio e credibile, che è stato presentato e più volte confermato in diverse sedi anche istituzionali, e che sta producendo i primi positivi risultati in termini di vendite e di quote di mercato, in Italia e all’estero. Per questo stupiscono le affermazioni del Segretario Nazionale della FLAI CGIL, Mauro Macchiesi, tanto più alla luce del fatto che proprio in questi giorni i rappresentanti sindacali, chiamati a confrontarsi  - come da essi stessi auspicato - in tema di lavoro, hanno negato la disponibilità a lavorare di sabato". 
Ed è su questo tasto che l'Azienda sembra far leva per spntare le armi alla propaganda sindacale: "Il mancato accoglimento della richiesta, avanzata dall’Azienda per far fronte alle esigenze produttive addizionali che stanno emergendo con la nuova stagione di  consumo del cioccolato, di certo non aiuterà né il rilancio dello stabilimento, né il successo dei prodotti Perugina, anzi, rischia di far perdere opportunità di vendita".
Insomma la palla è stata rimandata nel campo avversario. A questo punto sarà il Ministero a dover mediare e trovare le soluzioni più idonee per salvaguardare l'attività industriale e le esigenze di produttività da un lato e i diritti dei lavoratori dall'altro.

#nestlè #perugina #sindacati


 

caricamento in corso...
caricamento in corso...