Effetto Catalogna, verso la dittatura dei disonesti con la scusa del sentimentalismo politico

04 ottobre 2017 ore 14:12, Marta Moriconi
Tutti contro il manganello di Rajoy, il pugno duro di Felipe VI. E' la cosa più facile appoggiarsi sulle certezze ideologiche, che siano esse comuniste, anarchiche, liberali e anche cattoliche... Peccato che è il referendum ad essere illegale e che questo rappresenti una vera e propria violenza perpetrata nei confronti di tutti gli altri spagnoli, di cui nessuno parla. Perchè, alla fine contano anche gli effetti che producono certe decisioni, e non si può ragionare solo per sé. Chi oggi ragiona partendo dal "noi", dal bene comune, è il cattivo, il fascista, il nazista e chi più ne ha più ne metta. Da ex giurista mi piacciono i fatti: lo Stato nel TOTALE rispetto del diritto ha agito e agirà, anche quando introdurrà carri armati e ci sarà il sangue. 
Effetto Catalogna, verso la dittatura dei disonesti con la scusa del sentimentalismo politico

Chi ha messo a rischio e metterà la sicurezza pubblica e anche le vite umane non è lo Stato, ma i catalani. Quanto ai poliziotti che avrebbero usato la forza, se qualcuno ha sbagliato individualmente sarà sottoposto a giudizio. 
Anche rispetto alle immagini che abbiamo visto, l'ho sempre pensato che molte fossero manipolate e oggi qualcuno lo scrive. Per non parlare di persone che hanno votato 6 volte, ci sono denunce, ma d'altronde quale controllo volete ci sia stato da parte di un'amministrazione che perseguiva l'intento anticostituzionale dell'indipendenza e aveva un unico obiettivo. 

La democrazia ha già i suoi acciacchi, lo Stato di diritto le sue crepe, il diritto naturale sul quale si basavano molte norme e che univa più voci e convinzioni, è già stato messo in discussione e la verità delle cose capovolta. Ora siamo proprio alla fine della democrazia, e chi la vuole e non sa vedere oltre al sentimento e alle pur legittime aspirazioni, se ne prenderà i frutti. 
E' arrivata ancora più velocemente di ieri, la dittatura dei disonesti contro il bene comune e la legalità (che avrà tutte le pecche che volete, ma lo Stato di diritto era condiviso e democratico), delle piccole minoranze diventate maggioranze ideologiche (ci si sommano tante e diverse visioni in questo genere di "sentimentalismo politico" che nulla ha a che vedere con il diritto e il sistema di diritto costruito fin qui: dai libertari ai comunisti, dagli anarchici agli LGBT per dare solo un esempio).
Su questo devo dire, a livello proprio di studi personali, vedo tranquillamente e serenamente chi non agisce secondo legge e chi subisce e si difende con strumenti tra l'altro legali. 

Quanto ai catalani, quel leader racconta meglio della portavoce del sindaco di Barcellona ritratta nella sua posa "femminista" mentre fa la pipì per strada che manico di balordi ideologici e squallidi pensatori siano (non mi fate dire, vi prego, che si vede la differenza anche antropologica tra le tre figure viste in questi giorni). 
I catalani facessero una rivoluzione se hanno le palle, se sangue ci sarà non è il manganello di Rajoy o del re che lo avrà fatto scorrere, è la loro uscita dallo Stato di diritto che li ha consegnati alla rivoluzione e ai suoi drammi. Il Governo avrà l'unica reazione possibile se ancora diamo valore a Costituzioni e leggi. Ma è chiaro che inizia un nuovo mondo che si basa sempre più sulle emozioni e contra legem (quella che abbiamo conosciuto fin qui).

#costituzione #governo #spagna


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