Corea del Nord, all'Onu tutti contro Kim ma no alle armi

05 settembre 2017 ore 10:59, Americo Mascarucci
"Kim Jong-un ci sta implorando di fare la guerra". Lo ha detto l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Nikki Haley. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato gli esperimenti nucleari del regime di Pyongyang ma come è prassi non ha ipotizzato interventi armati. Al momento la condanna continua a restare soltanto sul piano diplomatico e nessun via libera è arrivato nei confronti di una possibile opzione militare.
Corea del Nord, all'Onu tutti contro Kim ma no alle armi

LA POSIZIONE ONU
"Siamo allarmati da questa provocazione pericolosa: il segretario generale condanna il test nucleare sotterraneo annunciato da Pyongyang, che rappresenta un'altra grave violazione degli obblighi internazionali della Corea del Nord e pregiudica gli sforzi internazionali di non proliferazione e disarmo. Questo atto è anche profondamente destabilizzante per la sicurezza regionale e internazionale". Così si è espresso Jeffrey Feltman, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari politici, nella riunione del Consiglio di sicurezza ONU. Una dichiarazione che non sembra però andare oltre la formale condanna.

IL NO DI RUSSIA E CINA
La Russia si è detta contraria a qualsiasi soluzione militare pur condannato le provocazioni nord-coreane. "È spiacevole che la leadership della Corea del Nord, con le sue azioni intese a minare il regime globale di non proliferazione, costituisca una grave minaccia per la pace e la sicurezza nella penisola coreana e su scala globale. La prosecuzione di tale politica è densa di gravi conseguenze per la stessa Pyongyang. Allo stesso tempo, per noi è ovvio che non esiste una soluzione militare ai problemi della penisola coreana". E' stato chiaro in tal senso il rappresentante permanente della Russia all'ONU, Vasily Nebenzya. Stessa linea espressa da Pechino. La Cina ha ribadito che l'unica via per risolvere la situazione è quella diplomatica dicendosi pronta a tutto per evitare che nella penisola possa esplodere una guerra. 

COSA VUOLE KIM
Kim Jong-un intende proteggere il programma nucleare della Corea del Nord per proteggere in primo luogo se stesso. Teme infatti che rinunciando al programma nucleare possa indebolire in primo luogo se stesso, ritrovandosi possibile bersaglio di tentativi esterni ed interni per destituirlo. La sua destituzione piacerebbe a Usa e Corea del Sud in primo luogo, ma anche alla Cina che a quanto pare non riuscirebbe più a controllarlo e non vederebbe affatto negativamente una sua uscita di scena. La bomba atomica altro non sarebbe che la sua arma di resistenza al potere.

L'ANALISI DI CHIESA
Ieri il giornalista Giulietto Chiesa ad Intelligonews ha dichiarato: "Temo che la situazione stia diventando sempre più drammatica, nel senso che gli americani stanno prendendo decisioni una dietro l'altra che paiono chiudere ogni possibilità di dialogo. Mi spiace solo che l'opinione pubblica italiana e occidentale pensino che ad iniziare questa guerra sarà Kim Yong Un mentre io ritengo che a dare il via a questo conflitto saranno gli Stati Uniti''. 

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