Stupro Rimini, per Fusaro: "Smonta lo ius soli: vera integrazione culturale basata su patriottismo"

05 settembre 2017 ore 15:48, Americo Mascarucci
Non si placano le polemiche sugli stupri di Rimini ad opera del branco di immigrati di cui sono rimaste vittime una turista polacca e una trans peruviana. Ci si interroga soprattutto sull'opportunità di concedere la cittadinanza a immigrati nati in Italia come il caso dei due fratelli marocchini entrambi minorenni coinvolti nella torbida vicenda. Basta essere nata in italia per essere considerati meritevoli della cittadinanza, o questa per essere ottenuta dovrebbe quantomeno prevedere una chiara condivisione dei valori e delle tradizioni dei popoli con cui ci si dovrebbe integrare? Intelligonews ne ha parlato con il filosofo Diego Fusaro.
Stupro Rimini, per Fusaro: 'Smonta lo ius soli: vera integrazione culturale basata su patriottismo'

Stupro di Rimini e Ius Soli, Butungu aveva un permesso umanitario in quanto richiedente asilo nel 2015. I due fratelli marocchini sono nati in Italia. Che significa? Che non basta nascere in Italia ma che occorre condividere cultura e valori?

"Siamo effettivamente di fronte ad un paradosso: la società multiculturale che doveva affermarsi in forma pacifica, si è realizzata in forma diabolica con dei marocchini che stuprano una ragazza polacca e poi una transessuale peruviana. Una società multiculturale da incubo verrebbe da dire. Bisognerebbe richiamare quello che Habermas definisce il patriottismo della costituzione. Lo Stato e la costituzione devono venire prima delle religioni e delle usanze dell'individuo che deve sottostare alle leggi dello Stato". 

Butungu richiedente asilo, aveva ottenuto un permesso umanitario invece che lo status di profugo. E' il caos ormai? A questo punto può bastare un'integrazione soltanto giuridica?

"L'integrazione solo giuridica non potrà mai risolvere il caos cui stiamo assistendo. Serve un'integrazione culturale basata sul patriottismo della costituzione e sulla citazione di valori autenticamente umanistici".

E' stato licenziato il mediatore culturale che parlava dello stupro dicendo che pur doloroso all'inizio, poi piaceva alla donna. Anche la parola culturale, o meglio cultura, si usa a sproposito? Non si rischia di impoverire il valore di ogni persona e di perdere ogni certezza?

"Il termine mediatore culturale in questo caso è a dir poco fuori luogo. Direi che è anche ridicolo se non fosse per il risvolto tragico della vicenda. La cultura sembra assente perché siamo in balia di un relativismo nichilista. Tutto ciò che avviene è relativo e senza un'idea di riferimento. Questo è uno dei drammi dell'Occidente. Ciò che accade non dipende solo dall'Islam ma dal vuoto nichilistico occidentale".
caricamento in corso...
caricamento in corso...