Stupro Firenze, studentessa parla dagli USA: "Mi fido della giustizia italiana"

06 ottobre 2017 ore 12:28, Micaela Del Monte
"Tornerò a Firenze e ho fiducia nella giustizia". Sono queste alcune delle parole pronunciate da una delle due ragazze americane che sarebbero state stuprate e Firenze un mese fa. La studentessa, tornata negli Stati Uniti, il 7 settembre denunciò due carabinieri per violenza sessuale, nella sua casa di Firenze, nei confronti suoi e di un'amica.

Stupro Firenze, studentessa parla dagli USA: 'Mi fido della giustizia italiana'
Dopo un mese di silenzio dunque la ragazza ha voluto parlare e raccontare il suo momento attraverso una mail scritta in Inglese a Repubblica a cui racconta di fare fatica ad uscire, che ancora non se la sente di tornare all'università, ma che sta cercando di superare questo momento difficile "con l'assistenza dei medici" per un "doloroso recupero fisico e psicologico".
"Ci sono molte domande in sospeso" spiega, e ritiene prudente "lasciare che il sistema giudiziario italiano conduca le sue indagini e abbia il tempo di esaminare le prove. Sono fiduciosa". Ringrazia poi la città di Firenze e il corteo di solidarietà organizzato per lei e la sua amica da un gruppo di donne. "Questo ha significato moltissimo per me dal momento che l'Italia ha un posto speciale nel mio cuore".

Il gip non ha ancora fissato l'incidente probatorio, tuttavia i legali spiegano che la loro assistita sarà certamente presente all'udienza: "Chiederemo, qualora l'incidente probatorio venisse ammesso, l'ascolto in modalità protetta dal momento che un interrogatorio, dato lo stato di compromissione psicologica, potrebbe comportare un brusco arresto del percorso di riabilitazione".

IL CASO
Secondo quanto raccontato dalle ragazze, avrebbero incontrato i due militari fuori da una discoteca e sarebbero state accompagnate a casa con l’auto di servizio. Subito dopo sarebbe scattata la violenza. I due carabinieri denunciati, a quanto risulta, sarebbero intervenuti - insieme ad altre pattuglie - in seguito ad una chiamata per disordini scoppiati nei pressi della discoteca Flò a piazzale Michelangelo. Fuori dal locale erano presenti anche le due giovani. Le due ragazze hanno sempre riconosciuto i due uomini come carabinieri anche dopo una serata passata a bere nei locali notturni del centro cittadino, poiché entrambi sarebbero stati in divisa. La mattina seguente hanno contattato il 113 raccontando l’accaduto. Entrambe sono vennero portate in ospedale per gli accertamenti del caso. In base a quanto emerso, il racconto reso dalle giovani in un primo momento sarebbe stato lacunoso, e per questo la procura di Firenze avrebbe deciso di riascoltarle.
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