Autopsia conferma: "Sofia morta di malaria". Indagini Nas sui 2 bambini

08 settembre 2017 ore 10:31, Americo Mascarucci
L’autopsia ha confermato che Sofia, la bimba di 4 anni di Trento, è morta per le complicanze cerebrali della malaria. Il corpo è stato quindi restituito alla famiglia. Quel che resta invece da chiarire è come la piccola sia stata contagiata. E qui naturalmente le risposte potranno arrivare soltanto delle inchieste che la magistratura, ma anche il Ministero della Salute, hanno aperto. Una delegazione di esperti del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità ha ispezionato gli ospedali di Trento e di Portogruaro (Venezia) dove la piccola è stata ricoverata prima di essere contagiata. Sono stati raccolti e sequestrati i campioni biologici e le cartelle cliniche della bambina ma ci vorranno settimane prima di avere risposte certe. In particolare dalle analisi biologiche si dovrà appurare se il contagio possa essere avvenuto tramite i due bambini del Burkina Faso ricoverati nello stesso ospedale in cui la piccola stava curando il diabete. I Carabinieri del Nas hanno ascoltato i genitori dei bambini per capire se, tornando dal Burkina Faso, possano aver portato la zanzara che trasmette la malaria fra gli indumenti o nelle valigie.
Autopsia conferma: 'Sofia morta di malaria'. Indagini Nas sui 2 bambini

L'AUTOPSIA
"L’autopsia – ha spiegato Ezio Belleri direttore generale del Civile di Brescia (dove aver scoperto che aveva la malaria) – era più che altro un atto dovuto, perché purtroppo la diagnosi era evidente". Ad eseguire l’autopsia, Federica Bortolotti, anatomopatologa dell’Università degli studi di Verona, e Angelo Cazzadori, specialista in malattie infettive, arrivati da Verona, per garantire la terzietà, visto che anche la Procura di Brescia, oltre che quella di Trento, ha avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità nella morte della bambina. Se l’ospedale di Trento è stato oggetto di ispezione da parte del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità, al Civile non sono state fatte verifiche mirate a capire come sia avvenuto il contagio. "Sofia è arrivata qui quando ormai la malattia era in stadio avanzato", ha ricordato Belleri. Sofia ha lasciato Brescia attorno alle 18, quando, conclusa l’autopsia, è arrivato il nulla osta per la sepoltura e la piccola è stata riportata a Trento, dalla famiglia.

LE IPOTESI
Al momento sembra escluso che ad infettare Sofia posssa essere stato l’ago di una siringa dal momento che l’ospedale sembrerebbe aver rispettato tutte le misure igieniche e di sicurezza previste. Le ipotesi sul tappeto restano dunque quelle del contagio tramite zanzara. Ma gli esperti ritengono molto difficile che una zanzara possa sopravvivere chiusa dentro una valigia dal Burkina Faso fino in Italia: così come sembra esclusa l’ipotesi della zanzara nostrana che dopo aver punto uno dei bimbi del Burkina Faso ha trasmesso l’infezione a Sofia. E’ infatti improbabile che la malaria possa essere trasmessa dalle zanzare presenti da noi. Insomma c’è il serio rischio che la morte di Sofia resti senza spiegazione. Non resta che aspettare i risultati di  esami e controlli incrociati. 

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