Malaria, la rabbia del padre: "Sofia trattata come beni di malavitosi"

08 settembre 2017 ore 13:45, Luca Lippi
Marco Zago, il papà della piccola Sofia morta di malaria a 4 anni all’ospedale di Brescia, rompe il silenzio e cerca di sfogare la tensione che lo pressa per il gravissimo lutto subito. Lascia a Facebook il compito di diffondere la rabbia, lo sconforto e anche la denuncia: "Impotenti, così ci si sente nell'affrontare una malattia infida e aggressiva come la malaria, nonostante la cordialità e l'impegno costante di medici e infermieri. Impotenti, così ci si sente quando i media ti assediano senza rispettare il tuo dolore. Purtroppo ammalarsi in Italia non è una sfortuna ma una colpa".
Malaria, la rabbia del padre: 'Sofia trattata come beni di malavitosi'
È emerso, poi, sempre dalla dichiarazione/sfogo del genitore di Sofia che c’è stato un gravissimo difetto di comunicazione riguardo l’esame autoptico che sarebbe stato disposto senza comunicarlo ai genitori della piccola. Scrive Zago sempre nello stesso posto: "Impotenti, così ci si sente nell'apprendere dai giornali che il corpo di tua figlia è sotto sequestro prima e che verrà sottoposto ad autopsia poi, senza essere stati minimamente informati, neanche si trattasse dei beni di un malavitoso".
Ovviaimente c’è un'indagine, disposta dalla procura di Brescia dove è morta agli Ospedali Civili mentre un’altra indagine è a Trento dove era stata ricoverata in precedenza prima del trasferimento d'urgenza in seguito alla diagnosi di malaria. Solamente dopo l'esame del medico legale la Procura di Trento ha dato il via libera a Brescia per la sepoltura della bambina e dunque per la riconsegna del corpo ai familiari che potranno così celebrare il funerale e darle l'ultimo saluto.
È stata la malaria ad uccidere la piccola Sofia Zago. La conferma ufficiale è arrivata già nelle ore scorse dall'autopsia effettuata a Brescia sul corpo della bambina di 4 anni. Ha riferito il procuratore capo di Trento, Marco Gallina: “L'autopsia ha confermato il referto e la diagnosi ospedaliera di morte per encefalopatite malarica”.
Oltre all'autopsia, gli esperti attendono i risultati delle analisi fatte per individuare il ceppo della malaria che ha colpito Sofia, per i quali, però, sono necessari alcuni giorni. Se, infatti, già lo stesso ospedale di Trento ha potuto accertare che la piccola era stata colpita dallo stesso tipo di malaria dei quattro altri pazienti presenti al Santa Chiara in quei giorni, serve identificare anche il ceppo. Il parassita comune ai quattro pazienti, tra cui due pediatrici, come Sofia, è il plasmodium falciparum, di cui ci sono diverse forme. Come da procedura in caso di malaria, i vetrini col materiale dei pazienti erano stati inviati all'Iss, ma la Procura ha chiesto di raccogliere altro materiale durante l'autopsia.

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autore / Luca Lippi
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