Migranti, Di Stefano (CP): "Una "romanella" da Minniti, ma dietro lo ius soli c'è altro"

09 ottobre 2017 ore 13:08, Andrea Barcariol
Bocciato senza appello il ministro Minniti per la politica sui migranti e il settimanale americano New Yorker che ha pubblicato un articolo chiedendosi perché l'Italia conservi ancora così tanti monumenti fasciti. Questa l'opinione di Simone di Stefano, vice presidente di CasaPound, intervistato da IntelligoNews.

Migranti, Di Stefano (CP): 'Una 'romanella' da Minniti, ma dietro lo ius soli c'è altro'
Cosa ne pensa dell'articolo del New Yorker che fa riferimento in particolare al Palazzo della Civiltà Italiana al'Eur, descritto come «una reliquia di un'aberrante aggressione fascista»?


"Per essere coerenti oltre ai monumenti avrebbero dovuto abbattere anche interi quartieri, ospedali, autostrade e sarebbe stato problematico. Fortunatamente non abbiamo l'ansia di abbattere questi monumenti che hanno anche un certo valore artistico e culturale. Gli antifascisti del dopoguerra, giustamente, non si sono posti questo problema non si capisce perché se lo debba porre un quotidiano di New York".

Dopo la presa di posizione di Minniti che si è detto favorevole allo ius soli "da approvare entro questa legislatura", gira la battuta che il ministro sia tornato di sinistra. Cosa ne pensa?

"Minniti è stato uno dei ministri più deboli di tutto il governo, come si dice a Roma ha soltanto dato una "romanella", un'imbiancata di facciata a un problema che rimane e sussiste ed è esattamente come prima: quello dell'immigrazione clandestina. Un problema che è stato affrontato in una maniera vigliacca, andando a pagare i capobanda libici, i generaletti. In pratica non è stato fatto assolutamente niente. L'unico interesse del Pd ed è quello di far votare quasi un milione di immigrati per interessi elettorali e questa è una cosa ignobile. Altro che bambini poverini che vengono presi in giro dai compagni di scuola, si sta cercando semplicemente di creare un nuovo elettorato. E' una presa per il c... che ormai hanno capito tutti".

Minniti ha anche detto che vanno chiusi i grandi centri di accoglienza. Un colpo al cerchio e uno alla botte?


"E' una strategia delle parole perché chiudere tutti i centri di accoglienza e poi dire che li dobbiamo mettere diffusamente su tutto il territorio, vuol dire non cambiare una virgola. Se qualcuno ha visto Minniti come l'uomo forte, in grado di risolvere un problema, ha sbagliato. L'unica soluzione sull'immigrazione è rispedirli a casa loro, senza farci campagna elettorale o chiacchiere che tanto non rispetteranno mai".

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